Equitalia » Dopo la fine della sanatoria ecco la guida alla riscossione

Come abbiamo accennato in precedenti interventi, è giunta al termine la tanto amata sanatoria delle cartelle esattoriali di Equitalia prevista dalla legge di stabilità 2014.

Grazie alla mini sanatoria, è stato permesso a migliaia di contribuenti debitori, circa 145.000, di pagare in un'unica soluzione il proprio debito con Equitalia escludendo, però, interessi e mora.

Conclusa la sanatoria, sono riprese le normali procedure di riscossione dei debiti tramite l'invio di avvisi e solleciti ai contribuenti debitori.

In questi giorni, infatti, stanno riprendendo le normali procedure per la riscossione dei debiti rimasti congelati fino al 15 giugno 2014.

Equitalia sta inviando ai contribuenti debitori avvisi con tutte le indicazioni relative ai propri debiti e fornendo la dovute istruzioni per il pagamento e per evitare di incorrere in sanzioni o pignoramenti.

Grazie alla rateazione, Equitalia concede la possibilità di pagare il proprio debito a rate. Per quant riguarda i debiti inferiori ai 50000 euro è sufficiente presentare una domanda allo sportello di Equitalia senza bisogno di presentare alcun documento.

Chiunque prossimamente riceverà un avviso da parte di Equitalia avrà la possibilità di chiedere un piano di pagamenti dilazionato fino a 10 anni, prorogare una rateizzazione già in corso o chiederne una successiva in caso di nuove cartelle.

Per i contribuenti che hanno perso il diritto alla dilazione è comunque previsto un piano di rateazione, ma in forma ridotta: chi non risulta in regola con i pagamenti alla data del 22 giugno 2013 può chiedere entro il prossimo 31 luglio un nuovo piano di dilazione fino a un massimo di 72 rate.

Per quanto riguarda la compensazione, invece, i contribuenti che vantano debiti nei confronti della pubblica amministrazione possono richiederla.

In caso di sollecito di pagamento è sufficiente recarsi da Equitalia con la documentazione che attesti il credito nei confronti della Pubblica Amministrazione per chiedere la sospensione delle procedure di riscossione.

Equitalia si fa carico di inoltrare all'ente stesso la documentazione presentata, evitando così al cittadino la spola tra uffici pubblici.

Per garantire la riscossione del debito Equitalia, inoltre, può attivare nei confronti dei contribuenti debitori procedure cautelari come fermo e ipoteca o quelle esecutive, ovvero il pignoramento.

La legge, comunque, prevede numerose tutele per i contribuenti in debito con lo Stato e gli altri enti pubblici: prima di attivare le procedure cautelari, come fermo amministrativo e ipoteca sull'immobile, o quelle esecutive, come appunto il pignoramento, il cittadino viene avvisato in anticipo con apposite comunicazioni.

Per garantire il credito da riscuotere, Equitalia può disporre il blocco dei veicoli intestati al debitore tramite iscrizione del fermo amministrativo.

Tuttavia nessun fermo può essere iscritto se il debitore dimostra che il veicolo serve a svolgere il proprio lavoro.

Equitalia inoltre può iscrivere ipoteca solo nei confronti di chi ha debiti complessivamente superiori a 20 mila euro, ma non può in alcun modo pignorare la prima casa di proprietà e può procedere sugli altri immobili solo per debiti elevati, superiori a 120 mila euro.

In caso di azioni su stipendi o pensioni, la quota pignorabile procede per gradi (da un decimo a un quinto) per salvaguardare le necessità dei contribuenti con meno disponibilità economica.

Nel caso di pignoramento di somme depositate sul conto corrente del debitore, non è comunque possibile includere l'ultimo stipendio o pensione affluiti sul conto, che resta nella piena disponibilità del contribuente.

Per avere assistenza e informazioni i cittadini possono rivolgersi agli sportelli sul territorio aperti al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 8.15 alle 13.15.

Per le situazioni più complesse e delicate è attivo lo Sportello Amico.

Gli imprenditori hanno a disposizione un punto di riferimento allo Sportello Amico Imprese.

E' attivo, inoltre, 24 ore su 24 il numero verde 800.178.078 (gratuito da rete fissa) oppure il numero +39 02.3679.3679 (a pagamento da cellulare e estero) con servizio operatore dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 18.

30 giugno 2014 · Andrea Ricciardi

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