Equitalia con enorme debito e come proteggere la proprietà [Commento 1]

  • santoli 24 ottobre 2013 at 16:09

    Salve,
    E da circa tre anni che la mia attivita è in sofferenza, ed è per questo che ho lasciato indietro diverse cose da pagare in sospeso (inps, iva, etc) con la speranza di recuperare quando il lavoro si fosse ripreso. Speranza vana, perche le cose vanno sempre peggio e entro fine anno chiudo baracca e burattini, lasciando due dipendenti a casa. I debiti tributari sono di circa 40 mila euro, e probabilmente un debito con un fornitore di 25 mila euro. La mia societa è una sas, con il sottoscritto come accomandatario e la mia compagna accomandante. Viviamo in un casa a lei intestata, macchina a lei intesta, con mutuo in essere sempre intestato a lei.
    Personalmente ho solo un appartamento modesto in altra regione, donatoda mio padre a me e mia sorella suddiviso al 50% ,con usufrutto. Putroppo però è deceduto un paio di anni fa.
    Alla luce di questo, cosa posso fare per quest'ultima ed unica proprietà, affinche rimanga almeno nella disponibilita delle mie figlie?
    Grazie

    • Simone di Saintjust 24 ottobre 2013 at 18:51

      La soluzione unica al suo problema è quella di porre in vendita la casa, per intero, ad un soggetto terzo e a prezzo di mercato. La sua quota del ricavato, prima che abbiano corso eventuali azioni esecutive promosse dai debitori, va gradualmente spostata sul conto corrente intestato a persona che goda della sua fiducia.

      Anche se Equitalia non può espropriare immobili di proprietà del debitore per debiti inferiori ai 120 mila euro, può però iscrivere ipoteca. Il bene pignorato, di conseguenza, manterrebbe, per i proprietari, il solo valore riconducibile ad un diritto di abitazione. Circa poi l'eventuale perplessità di sua sorella, comproprietaria del bene e non debitrice, sulla convenienza economica della vendita per l'intero, va ricordato che, in queste fattispecie, il giudice tenta dapprima la collocazione sul mercato della quota di proprietà esclusiva del debitre, poi la suddivisione fisica del bene. Qualora la quota risultasse invenduta ed il bene non fisicamente divisibile (pressoché nella totalità dei casi di espropriazione di appartamenti) l'immobile verrebbe comunque espropriato per l'intero.

      In queste circostanze il comproprietario non debitore (sua sorella) si troverebbe con la quota del 50% del ricavato di un bene svenduto e per il risarcimento dei danni dovrebbe far causa al debitore (suo fratello). Non mi sembra una prospettiva molto allettante.

1 2 3

Torna all'articolo