Debito con Equitalia - Bisogna inquadrare la situazione nei termini corretti

Vedo che lei ha inquadrato la situazione del debito nei termini corretti.

Dunque, alla morte di uno dei suoi genitori, lei sarà chiamato all'eredità di una quota dell'immobile. Potrà accettare, ed in questo caso Equitalia procederà, per conto di ADE, a pignorare la quota e ad espropriarla.

Il problema, già di per sé grave, è reso ancora più complesso dalla circostanza che trattasi di bene indiviso. Il giudice per le esecuzioni tenterà, forse, di mettere all'asta la sola quota in possesso del debitore. Ma, di questi tempi, lei immagina qualcuno disposto ad accollarsi la comproprietà di un bene immobile per di più occupato?

Il giudice per le esecuzioni, allora, chiamerà un perito per capire se, ed a quali costi, la sua quota potrebbe essere materialmente enucleata dall'immobile. Cosa difficile nella maggior parte dei casi (superficie modesta, distribuzione dei servizi non ottimale ecc...). Figuriamoci se un debitore ha poi la disponibilità per affrontare gli oneri per la ristrutturazione dell'immobile, al fine di renderlo divisibile (per poi vederselo espropriato). I costi potrebbero, è vero, accollarseli il genitore superstite e la sorella del debitore, ma non sembra una buona idea, a pensarci bene.

Al giudice per le esecuzioni, dunque, non resterà che consentire la vendita all'asta dell'intero immobile. Pignorare la quota spettante al debitore e lasciare il resto a genitore superstite e sorella.

Questo lo scenario. Ecco allora le solite soluzioni: donazione alla sorella o al nipote, finta vendita al parente con cognome diverso, donazione dell'usufrutto, donazione della nuda proprietà ecc...

Non è che Equitalia si oppone. Procede a presentare istanza di revocazione dell'atto in quanto finalizzato a sottrarre il debitore dagli obblighi assunti.

Cosa resta? Ah, già, la rinuncia all'eredità. Equitalia chiederà al giudice di subentrare nel possesso della quota in nome e per conto del chiamato rinunciante.

Ma, se rinuncio con il beneficio di inventario? Ecco, questa potrebbe essere una buona idea. Nel caso però in cui il creditore sia un soggetto privato, interessato ad evitare ulteriori spese legali, a monetizzare quanto prima il credito ed evitare un'attesa quantomeno decennale. Si potrebbe partire subito con una trattativa per una composizione stragiudiziale del contenzioso. Ma Equitalia, purtroppo, non è un creditore qualsiasi. Può aspettare e non fa accordi a saldo e stralcio (meno che con i potenti, si intende). Equitalia non ha spese legali da affrontare (proprio in questi giorni le è stata accordata l'esenzione del bollo per le certificazioni anagrafiche necessarie al rintraccio debitori). E pure se ne avesse, è solo una partita di giro. Le spese legali dovute allo Stato restano in famiglia. Equitalia ha una schiera di impiegati che sono anche avvocati. Per andare in Tribunale basta lo stipendio ed una piccola indennità di missione.

Siamo alla fine arrivati al punto. Cosa può fare? Non resta, questo il suggerimento, che convincere i genitori ancora in vita (e la sorella futura chiamata all'eredità insieme al debitore) a vendere subito. La quota del ricavato spettante al debitore verrà depositata in banca, su conto corrente intestato alla sorella (o a uno dei genitori) con delega in suo favore.

Troppo drastica come soluzione? Il piano B. prevede allora il prestito vitalizio ipotecario, a condizione che la casa sia priva di ipoteca ed i genitori abbiano età superiore ai 65 anni.

Pro: si monetizza qualcosa ed i genitori (compreso quello superstite) avranno diritto di abitazione vita natural durante.

Contro: in pratica gli eredi perdono tutto (a meno della quota residuale liquida ricevuta dalla finanziaria che eroga il prestito vitalizio ipotecario). C'è la possibilità di riscatto alla morte del genitore superstite, ma sarebbe da stupidi pensare che il prestatore possa renderla, anche solo lontanamente, conveniente come opzione per gli eredi. Per lei, debitore, non è un problema. La sua quota l'avrebbe presa Equitalia. Per i genitori nemmeno: continueranno a vivere in quella casa come se niente fosse accaduto, con qualche soldino in più da spendere. Ma, qui casca l'asino, bisognerà convincere la sorellina, l'unica bastonata senza colpe.

Veda un po' se ci riesce!

27 novembre 2012 · Simone di Saintjust

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Commenti e domande dei lettori

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  • domenicapa 16 maggio 2016 at 11:28

    Spero di riuscire a convincere mia madre a vendere almeno la casa dove abita lei non facendo toccare questa dove ho il comodato d'uso gratuito rilasciatomi da mio padre .. cosa che aprirebbe la rivalsa a mia sorella su altri fronti.

    La mia era una domanda per proteggere quella casa e farla arrivare a mia figlia non avendo la possibilità di acquistarne una, e la paura e questa che uando mia madre morirà lei si fa avanti e rischio anche di perdere la casa in cui sono, non avendo buoni rapporti con mia sorella e comunque soldi per poi affrontare le varie spese.

    Per questo ho richiesto il vs parere.

    • Ornella De Bellis 16 maggio 2016 at 11:45

      L'augurio è che la situazione non confermi il famoso proverbio secondo il quale fra i due litiganti (le due sorelle) il terzo (Il creditore) gode.

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