Pignoramento esattoriale della casa

Sul pignoramento, invece, i limiti sono ben diversi: Equitalia, infatti, anche se ha iscritto ipoteca, non può effettuare il pignoramento immobiliare se il debito complessivo non supera 120 mila euro.

Inoltre, resta fermo il divieto di pignoramento, comunque, per chi ha una sola casa di residenza.

Da ciò ne deriva che, quando il debito supera i 20.000 euro ma non i 120.000 euro, l'iscrizione di ipoteca ha esclusiva funzione di deterrente e garanzia, perché non sarà comunque possibile procedere al pignoramento e alla successiva vendita forzata.

9 dicembre 2014 · Gennaro Andele

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  • Giulio43 15 dicembre 2014 at 14:10

    Buongiorno,
    Ho circa 160 mila euro di debiti con Equitalia e qualche decina di miglialia di euro di sospeso con una banca, con la quale sono in causa per anatocismo e,forse, usura bancaria. Sono sposato in regime di separazione di beni con mia moglie (i debiti sono maturati precedentemente al matrimonio), risiedo "ufficialmente" ancora presso una vecchia residenza ed ho una bimba in arrivo. La casa è intestata al 100% a mia moglie.
    Vorrei sapere se, in caso malaugurato di mio trapasso, se soltanto mia figlia (o i miei figli) dovranno rinunziare all'eredità per evitare di accollarsi i miei debiti, oppure anche mia moglie dovrà farlo.
    Inoltre, se non chiedo troppo, vorrei sapere se, "neutralizzata" la banca e con in sospeso solo Equitalia, posso finalmente porre la mia residenza presso la casa dove effettivamente vivo, oppure rischio che si presenti l'ufficiale giudiziario anche lì. Insomma, che rischi posso correre cambiando residenza ‘a casa di mia mogliè .
    Vi ringrazio infinitamente.

    • Annapaola Ferri 15 dicembre 2014 at 20:50

      Il coniuge chiamato all'eredità, se accetta la quota che gli compete, ha poi l'onere di concorrere, con gli altri eredi che non abbiano rinunciato, al pagamento dei debiti del defunto, indipendentemente dal regime economico patrimoniale di comunione o separazione dei beni adottato in famiglia.

      Oltre alla rinuncia pura e semplice, è possibile optare per la rinuncia con beneficio di inventario. In altre parole, il chiamato all'eredità, nell'attesa di valutare quale sia l'effettiva esposizione debitoria del defunto e, quindi, di poter effettuare con maggiore consapevolezza la scelta fra accettazione o rinuncia, si obbliga a rimborsare i debiti del defunto non oltre la misura del valore dei bani ricevuti.

      L'accettazione dell'eredità con beneficio di inventario, peraltro, è l'unica forma di accettazione dell'eredità prevista per i minori. Il chiamato all'eredità, entro dieci anni dall'apertura della successione, laddove abbia optato per l'accettazione con beneficio di inventario, deve effettuare la scelta definitiva fra accettazione o rinuncia. Si tratta, tuttavia, di un termine solo teorico, dal momento che i creditori, rivolgendosi al giudice, possono costringere il chiamato all'eredità a rinunciare o ad accettare ben prima che decorra il termine decennale.

      Per quanto attiene l'eventuale pignoramento presso la residenza, o il domicilio, del debitore, va premeso che si tratta di un'azione esecutiva ben poco efficace. Il creditore vi ricorre solo quando c'è una ragionevole certezza di rinvenire presso l'abitazione in cui vive il debitore beni di pregio: mobili d'antiquariato, inpianti tecnologici di ultima generazione, quadri d'autore, arredi, collezioni, gioielli, argenteria, eccetera. In altre parole, il creditore si affida al pignoramento dei beni situati presso la residenza del debitore solo quando è convinto di poter collocare i beni pignorai all'asta e ricavarne il parziale o totale rimborso del credito vantato.

      Inutile anticipare spese legali e di custodia per qualche mobile vecchio che nessuno comprerà.

      Lei meglio di chiunque altro potrà valutare la convenienza e l'utilità di Equitalia nel procedere con questa tipologia di azione esecutiva al fine di recuperare parte dei 160 mila euro che vanta.

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