Equitalia - blocco dei pagamenti ai creditori della Pubblica Amministrazione non in regola con le cartelle esattoriali

La normativa in materia dispone che tutte le amministrazione che devono pagare somme superiori a 10 mila euro, a qualunque titolo, ai contribuenti, prima di versare devono interpellare Equitalia per verificare se risultano carichi iscritti a ruolo scaduti, per importi almeno pari a 10 mila euro.

La procedura di interrogazione avviene per via telematica ed è quindi piuttosto agevole. In linea di principio, qualunque pagamento che superi il limite di legge è interessato dalla verifica.

Equitalia risponde entro cinque giorni ed in caso di mancata riposta entro tale termine, il pagamento può essere effettuato.

Qualora invece la società di riscossione riscontri tempestivamente carichi a ruolo almeno pari a 10.000 euro, l'ente pubblico deve sospendere il pagamento, fino a concorrenza del debito a ruolo, comprensivo delle spese di esecuzione e degli interessi di mora.

In assenza di dichiarazione, il pagamento deve essere sospeso, mentre una volta conosciuta l'entità della pendenza, la sospensione non potrà eccedere l'importo a ruolo. Tale sospensione non è tuttavia indefinita, ma si protrae al più per 30 giorni. Entro questo termine, il competente agente della riscossione deve notificare un atto di pignoramento presso terzi, sia all'ente pubblico che al debitore moroso.

Per effetto del pignoramento, l'ente pubblico versa direttamente nelle casse dell'agente della riscossione l'ammontare a ruolo. Qualora entro il medesimo termine di 30 giorni non dovesse pervenire alcun pignoramento, l'amministrazione è libera di pagare quanto dovuto al contribuente moroso.

27 dicembre 2013 · Carla Benvenuto

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  • alfa2000 10 ottobre 2015 at 09:14

    Sono l'amministratore ed adesso anche il liquidatore di una società sas: per un vecchio accertamento sono stato oggetto nel 2007 del blocco del conto corrente aziendale e personale; per 60 gg, mi hanno sequestrato le somme che la banca ha versato in udienza. Oggi ho ricevuto un nuovo avviso di pignoramento presso terzi, ma questa volta non alla banca, ma direttamente alla mia società alla quale viene imposto il blocco nel "caso" la società è debitore verso il pignorato, che sono sempre io. Siccome la società è stata posta in liquidazione il socio che sono sempre io non può più toccare o ricevere soldi, in quanto ormai c'è il liquidatore che sono sempre io. Come mi devo comportare in merito alla "dichiarazione negativa" che loro richiedano nel caso esiste? La soc. non ha crediti ma solo debiti e sia il socio che il liquidatore (sempre io) non sono titolari di stipendio e/o indennità.

    • Annapaola Ferri 11 ottobre 2015 at 05:45

      Deve semplicemente comunicare al creditore procedente che, al momento, la società in liquidazione non ha alcun debito verso il socio pignorato e che il liquidatore (che è lo stesso socio pignorato) non percepisce stipendio o indennità alcuna per l'attività che svolge.

      Attenzione, però: se a conclusione della procedura di liquidazione dovesse emergere un eventuale attivo da ripartire fra i soci e si decidesse di compensare il liquidatore per l'attività svolta, lei potrebbe incorrere in qualche problema.

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