Equitalia: pignoramento stipendi e pensioni

La disciplina sul pignoramento presso terzi prevede alcuni limiti nella quota massima di stipendio o pensione pignorabile.

In particolare, mentre nel pignoramento ordinario il limite di legge è il quinto dello stipendio, l'espropriazione esattoriale prevede limiti variabili in funzione dell'ammontare del credito stipendiabile o retributivo su cui si intende effettuare l'esecuzione.

Così, per importi non superiori a 2.500 euro, il limite di pignorabilità è ridotto a un decimo, per importi compresi tra 2.500 euro 5.000 euro, la quota massima diventa un settimo, mentre per importi superiori a 5.000 euro si applica il vincolo ordinario del quinto.

Comunque, dopo le modifiche apportate alla normativa, si è disposto che l'importo dell'ultimo emolumento affluito sul conto corrente del debitore non è pignorabile in capo al terzo, datore di lavoro, che risulta così liberato da qualsiasi vincolo al riguardo.

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  • alfa2000 10 ottobre 2015 at 09:14

    Sono l'amministratore ed adesso anche il liquidatore di una società sas: per un vecchio accertamento sono stato oggetto nel 2007 del blocco del conto corrente aziendale e personale; per 60 gg, mi hanno sequestrato le somme che la banca ha versato in udienza. Oggi ho ricevuto un nuovo avviso di pignoramento presso terzi, ma questa volta non alla banca, ma direttamente alla mia società alla quale viene imposto il blocco nel "caso" la società è debitore verso il pignorato, che sono sempre io. Siccome la società è stata posta in liquidazione il socio che sono sempre io non può più toccare o ricevere soldi, in quanto ormai c'è il liquidatore che sono sempre io. Come mi devo comportare in merito alla "dichiarazione negativa" che loro richiedano nel caso esiste? La soc. non ha crediti ma solo debiti e sia il socio che il liquidatore (sempre io) non sono titolari di stipendio e/o indennità.

    • Annapaola Ferri 11 ottobre 2015 at 05:45

      Deve semplicemente comunicare al creditore procedente che, al momento, la società in liquidazione non ha alcun debito verso il socio pignorato e che il liquidatore (che è lo stesso socio pignorato) non percepisce stipendio o indennità alcuna per l'attività che svolge.

      Attenzione, però: se a conclusione della procedura di liquidazione dovesse emergere un eventuale attivo da ripartire fra i soci e si decidesse di compensare il liquidatore per l'attività svolta, lei potrebbe incorrere in qualche problema.

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