I poteri di Equitalia

Equitalia in questa procedura di riscossione è molto agevolata, infatti, ha la possibilità di utilizzare i dati che affluiscono nell'anagrafe tributaria da parte di tutti gli intermediari e, in generale, gli operatori finanziari, comprese le Poste.

In pratica, l'agente della riscossione, già sa dove i contribuenti hanno i risparmi o dove sono impiegati. Sfuggire a un pignoramento presso terzi da parte dell'Esattore è quindi assai difficile, mentre invece è molto più facile se il creditore è un soggetto privato.

Il sistema delineato nella legge, dunque, consente anche ad Equitalia di ottenere, attraverso una rapida interrogazione telematica, le informazioni relative alla tipologia di rapporti finanziari intrattenuti dai contribuenti con l'universo degli operatori finanziari.

L'agente ha inoltre la facoltà di accesso alle altre banche dati pubbliche e private.

È il caso, ad esempio, degli altri archivi generati dall'anagrafe attraverso i dati comunicati, tra l'altro, dalle Camere di Commercio e dagli ordini professionali.

In presenza di importi iscritti a ruolo superiori a 25.000 euro, la legge conferisce agli agenti della riscossione molteplici poteri, tra i quali vi è quello di acquisire dettagli in ordine alle movimentazioni bancarie del contribuente o in ordine ai beni e alle attività detenute da società fiduciarie, oppure di accedere ai luoghi di esercizio dell'attività del debitore, oppure ancora di inviare questionari ai soggetti comunque in rapporti con il debitore. Ciò, ai fini dell'acquisizione di notizie utili a individuare i beni aggredibili.

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