Equitalia e pignoramento esattoriale: La normativa

Il pignoramento presso terzi si attua mediante la notifica al terzo e al debitore di una ingiunzione la quale deve necessariamente contenere:

  • l'indicazione del credito per il quale si procede nonché gli estremi identificativi del titolo di legittimazione dello stesso come nel caso di una sentenza o un assegno;
  • ’indicazione anche generica del credito o del bene in possesso del terzo ma dovuti al debitore iscritto a ruolo;
  • l'intimazione al terzo di non disporre dei beni o dei crediti nella titolarità del debitore, senza ordine del giudice;
  • la citazione del debitore o del terzo a comparire davanti al giudice ordinario per rendere la dichiarazione in ordine all'effettiva natura ed entità dei diritti vantati. Il terzo può rendere la dichiarazione anche per iscritto, facendola pervenire al creditore procedente, tranne che per i crediti derivanti da rapporti di lavoro privati, per i quali è invece necessaria la comparizione del terzo davanti al giudice.

Dopo la notifica dell'atto di pignoramento, si va davanti al giudice all'udienza indicata dal creditore, ovvero presso l'udienza di assegnazione delle somme.

Il giudice di merito, verificata la documentazione e le notifiche, assegna la somma pignorata, nel caso fosse disponibile, in favore del creditore.

Ovviamente, perché ciò avvenga, è necessario che il terzo presso cui è avvenuto il pignoramento delle somme ammetta di essere debitore di beni o di denaro nei confronti del debitore (dichiarazione positiva).

Se invece il terzo non rende alcuna dichiarazione oppure dichiara di non possedere alcun bene o diritto di spettanza del debitore, si apre un processo di cognizione piena volto ad accertare l'esistenza del bene o del credito pignorato, su istanza normalmente del creditore.

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  • alfa2000 10 ottobre 2015 at 09:14

    Sono l'amministratore ed adesso anche il liquidatore di una società sas: per un vecchio accertamento sono stato oggetto nel 2007 del blocco del conto corrente aziendale e personale; per 60 gg, mi hanno sequestrato le somme che la banca ha versato in udienza. Oggi ho ricevuto un nuovo avviso di pignoramento presso terzi, ma questa volta non alla banca, ma direttamente alla mia società alla quale viene imposto il blocco nel "caso" la società è debitore verso il pignorato, che sono sempre io. Siccome la società è stata posta in liquidazione il socio che sono sempre io non può più toccare o ricevere soldi, in quanto ormai c'è il liquidatore che sono sempre io. Come mi devo comportare in merito alla "dichiarazione negativa" che loro richiedano nel caso esiste? La soc. non ha crediti ma solo debiti e sia il socio che il liquidatore (sempre io) non sono titolari di stipendio e/o indennità.

    • Annapaola Ferri 11 ottobre 2015 at 05:45

      Deve semplicemente comunicare al creditore procedente che, al momento, la società in liquidazione non ha alcun debito verso il socio pignorato e che il liquidatore (che è lo stesso socio pignorato) non percepisce stipendio o indennità alcuna per l'attività che svolge.

      Attenzione, però: se a conclusione della procedura di liquidazione dovesse emergere un eventuale attivo da ripartire fra i soci e si decidesse di compensare il liquidatore per l'attività svolta, lei potrebbe incorrere in qualche problema.

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