Equitalia - pignoramento della pensione nella misura di un quinto eccedente il minimo vitale [Commento 1]

  • marisa 16 marzo 2014 at 14:04

    Vorrei sapere se Equitalia può pignorare gli arretrati perché mi è arrivata una lettera che dice che mi hanno accettato la pensione e che mi mandano gli arretrati sul libretto postale.

    • Ludmilla Karadzic 16 marzo 2014 at 14:25

      Quello che lei paventa è un rischio reale. Gli accrediti relativi a stipendi e pensioni, una volta confluiti nel conto corrente (o nel libretto postale) perdono la loro originaria connotazione, per assumere quella di risparmio. Proprio allo scopo di evitare che il dipendente o il pensionato, possa vedersi pignorato, per debiti di natura esattoriale, qualsiasi mezzo di sostentamento, è recentemente entrata in vigore una legge che limita la pignorabilità del conto corrente (o del libretto postale): Equitalia può pignorare tutto, meno l'equivalente dell'ultimo accredito di stipendio o pensione.

      Lei, quindi, nel caso in cui l'agente della riscossione dovesse avviare il pignoramento del libretto postale in cui sono stati versati gli arretrati di pensione, potrebbe al massimo ricorrere al giudice per l'esecuzione (assistita necessariamente da un avvocato, con conseguenti spese) per vedersi restituita una somma equivalente alla pensione a cui ha diritto mensilmente.

      Ed allora, la cosa da fare è una sola: aprire un conto corrente intestato ad un soggetto di cui si ha fiducia, assumere la delega ad operare e disporre su quel conto corrente, trasferire gli arretrati di pensione, appena disponibili, dal proprio libretto postale al conto corrente di cui si ha la delega.

      In questo modo eviterà il pignoramento del conto corrente, rimanendo esclusivamente esposta al pignoramento della pensione.

      A questo proposito, ricordiamo che le somme dovute a titolo di pensione, di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego possono essere pignorate dall'agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro.

      Resta ferma la misura di un quinto, se le somme dovute a titolo di pensione o di stipendio superano i cinquemila euro.

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