I limiti di Equitalia per l'espropriazione immobiliare

Prima di iniziare l'espropriazione forzata, qualora sia decorso un anno dall'invio della cartella esattoriale senza che siano state adottate altre procedure esecutive, Equitalia ha l'obbligo di notificare al debitore l'avviso di intimazione ad adempiere.

Con l'avviso, Equitalia invita il contribuente ad effettuare il pagamento di quanto dovuto entro 5 giorni dalla data di notifica dell'avviso o a chiedere la rateizzazione o la sospensione della riscossione.

L'avviso perde efficacia qualora, trascorsi 180 giorni dalla data della sua notifica, l'espropriazione non ha avuto inizio.

Comunque, il pignoramento immobiliare è effettuato al di sopra di determinati importi di debito e secondo le modalità stabilite dalla legge. In particolare, in base alle ultime disposizioni legislative (dl numero 69/2013 convertito con modificazioni dalla legge numero 98/2013) l'agente della riscossione non può effettuare il pignoramento se l'immobile è l'unico di proprietà del debitore, se è adibito ad uso abitativo e se lo stesso vi risiede anagraficamente, ad eccezione delle abitazioni di lusso (aventi le caratteristiche individuate dalla legge).

Negli altri casi si può procedere all'espropriazione se l'importo del debito iscritto a ruolo è superiore a 120 mila euro e non prima di sei mesi dall'iscrizione di ipoteca.

In particolare, il pignoramento immobiliare non può essere effettuato se l'immobile ha tutte le seguenti caratteristiche:

  • è destinato ad uso abitativo e il debitore vi risiede anagraficamente;
  • è l'unico immobile di proprietà del debitore;
  • non è di lusso, (cioè con le caratteristiche previste dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 agosto 1969, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 218 del 27 agosto 1969), ovvero è una villa (A/8), un castello o un palazzo di eminente pregio artistico o storico (A/9).

Negli altri casi si può procedere al pignoramento dell'immobile solo se:

  • l'importo del debito iscritto a ruolo è superiore a 120.000 euro;
  • sono passati sei mesi dall'iscrizione di ipoteca e il debitore non ha pagato.

D’intesa con Equitalia, il cittadino può altrimenti vendere personalmente l'immobile pignorato o ipotecato e versare a essa l'intero ricavato.

L'eventuale differenza fra quanto incassato dalla vendita e il debito da onorare viene restituita entro i 10 giorni successivi all'incasso.

Il contribuente può scegliere di vendere autonomamente il bene entro i 5 giorni che precedono il primo incanto.

Qualora ciò non avvenga, il debitore ha ancora la possibilità di effettuare la vendita in proprio del bene entro il giorno precedente al secondo incanto.

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  • keaton 17 febbraio 2015 at 17:57

    Avrei un quesito da sottoporvi. Spiego per punti sperando di essere più chiaro:

    1. Ho ricevuto una notifica di fermo amministrativo da parte di Equitalia
    2. Prima che il fermo fosse trascritto al PRA ho effettuato rateazione del debito
    3. Ad oggi la rateazione è decaduta per il mancato pagamento delle rate
    4. Ho effettuato una visura al PRA tramite servizio on line ACI e ad oggi non risultano fermi trascritti sull'auto

    La mia domanda è la seguente: non potendo effettuare nuove rateazioni (almeno a quanto dicono allo sportello Equitalia), posso vendere l'auto senza conseguenze per il nuovo proprietario?

    Grazie

    • Ludmilla Karadzic 17 febbraio 2015 at 19:12

      Se, al momento in cui lei perfeziona il trasferimento della proprietà del veicolo, non risulta al PRA l'iscrizione di fermo amministrativo, non ci sono conseguenze per lei nè per l'acquirente che, di certo, non può prevedere le future intenzioni di Equitalia, non è tenuto necessariamente a conoscere l'esposizione debitoria del venditore verso il Concessionario della riscossione e, tantomeno, l'avvenuta revoca del beneficio di rateizzazione.