Come impugnare la cartella esattoriale originata da multe quando vengono addebitati interessi illegittimi

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La cartella esattoriale può essere impugnata e deve essere annullata in quanto è illegittima l'applicazione della maggiorazione per ritardato pagamento prevista dall'articolo 27 della legge 24 novembre 1981 numero 689. E' possibile procedere con opposizione all'esecuzione ex articolo 615 codice di procedura civile.

Infatti l'aggravio non è giustificato, né legittimo poiché la norma che il creditore ha ritenuto di poter applicare, attiene, in realtà, ad una fattispecie del tutto diversa, ovvero quella riguardante l'ipotesi in cui sia stata emessa una ordinanza ingiunzione.

L'articolo 27 del C.d.S. prevede, appunto, che l'Autorità che ha emesso l'ordinanza-ingiunzione di pagamento procede alla riscossione delle somme dovute in base alle norme previste per la esazione delle imposte dirette.

Al comma 3 tale articolo, in particolare, stabilisce che salvo quanto previsto dall'articolo 26 (relativo al pagamento rateale della sanzione pecuniaria), in caso di ritardo nel pagamento, la somma dovuta è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile e fino a quello in cui il ruolo è trasmesso all'esattore.

Tale procedura, prevista dall'articolo 27, si applica quando si procede alla riscossione di somme conseguenti alla emissione della ordinanza ingiunzione, in caso di rigetto del ricorso proposto al Prefetto. Solo in tal caso, infatti, in ipotesi di ritardo nel pagamento la somma dovuta è maggiorata di un decimo ogni semestre. Per contro, il verbale di accertamento indica il solo termine di pagamento in sessanta giorni della misura ridotta.

L'articolo 203 del C.d.S. che regola il ricorso al Prefetto aggiunge, sempre in riferimento al comma 3 che qualora nei termini previsti non sia stato proposto il ricorso e non sia avvenuto il pagamento in misura ridotta, il verbale, in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 17 della legge 24 novembre 1981 numero 689, costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale e per le spese di procedimento.

In altre parole, secondo tale disposizione è già prevista una sanzione per il ritardo nel pagamento rappresentata dalla maggiorazione della somma dovuta sino alla metà del massimo della sanzione edittale.

Il Legislatore ha, pertanto, deciso di differenziare il caso in cui venga emessa l'ordinanza ingiunzione prefettizia per i verbali contestati innanzi al Prefetto (in cui è senz'altro applicabile la maggiorazione ex articolo 27 comma 6, Legge 689/81) dal caso in cui vi sia il mancato pagamento in misura ridotta del verbale di accertamento, per il quale la sanzione prevista è soltanto quella stabilita dall'articolo 203 comma 3 C.d.S. (pagamento della metà del massimo edittale più le spese) e non anche la maggiorazione ex articolo 27 comma 6 della Legge 24/11/1981 numero 689.

A ciò si aggiunga che, con l'entrata in vigore del nuovo codice della strada, successiva alla entrata in vigore della legge 689/81, se il Legislatore avesse ritenuto di estendere l'applicabilità della maggiorazione per ritardato pagamento prevista dall'articolo 27 comma 6 della legge 689/81 anche ai verbali di accertamento, lo avrebbe esplicitato nella formulazione dell'articolo 203 C.d.S., nel quale invece non è fatta alcuna menzione della irrogabilità di tale maggiorazione.

L'illegittimità della procedura applicata fa si che un verbale possa trasformarsi da titolo esecutivo a ordinanza-ingiunzione di pagamento e comporta una illegittima duplicazione della sanzione.

Le maggiorazioni introdotte dall'Amministrazione Comunale, costituiscono di fatto una duplicazione di imposizione, - "sanzione sulla sanzione" - principio già tacciato di illegittimità Costituzionale, in numerose sentenze, in quanto contrario agli articolo 3 e 53 della Costituzione.

Ed invero, l'articolo 203 C.d.S. prevede che il verbale di accertamento della violazione costituisce titolo esecutivo per un importo pari alla metà del massimo edittale, ovvero circa al doppio della sanzione irrogata con il verbale stesso. Applicare, dunque, l'ulteriore maggiorazione ex articolo 27, comma VI, Legge 689/81, pari al 20% annuo, sarebbe ingiustificato, oltre che vessatorio.

Anche la Cassazione è intervenuta sulla questione e con sentenza 22100/2007 (protocollo 3701) ha ritenuto illegittimi gli interessi del 10 per cento semestrali applicati da Equitalia per cartelle esattoriali originate da multe e comunque da sanzioni amministrative.

I giudici di piazza Cavour hanno ritenuto, in tale sentenza, che alle sanzioni, come nella specie stradali, si applica l'articolo 203 C.d.S., comma 3, che, in deroga alla legge numero 689 del 1981, articolo 27, in caso di ritardo nel pagamento della sanzione irrogata nell'ordinanza-ingiunzione, prevede, la pretesa della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10%.

27 febbraio 2012 · Rosaria Proietti

Commenti e domande dei lettori

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  • Mandy 29 novembre 2013 at 09:08

    Che nervoso Ludmilla. non vorrei dargliela vinta cosi. mi sto ancora documentando cercando il modo di nn fargliela passare. Rileggendo più attentamente gli articoli correlati alla sentenza della cassazione mi sono accorta di aver interpretato male la motivazione dell'illegittimità della cartella. la questione è la doppia sanzione (quindi sia il doppio della multa che l'applicazione del 10% di interessi semestrali) per lo stesso fatto (non pagamento della multa).
    questo si che potrebbe essere un vizio no?
    poi leggevo invece sul sito di equitalia che per alcuni casi, ma bisogna capire se questo rientra tra i casi di insesigibilità, la legge di stabilita 2013 consente di rivolgersi direttamente ad equitalia, mandando raccomandata, o addirittura email, con i motivi secondo i quali si ritiene di non dover pagare.
    equitalia ha tempo 220 giorni per rispondere.
    bisogna capire se intanto però se fosse necessaria una rateazione questa pratica blocca i termini e quindi si potrebbe chiedere poi o se bisogna comunque avanzare la richiesta nel caso in cui vincessero ancora loro ....
    è una vergogna.
    grazie
    spero queste mie domande siano utili a tanti altri.
    Mandy

    • Ludmilla Karadzic 29 novembre 2013 at 10:43

      Come le era stato già accennato, può presentare senz'altro istanza di sgravio parziale ad Equitalia. Equitalia chiederà al Comune come risponderle.

      Se non intende fargliela passare liscia senza esporsi a costi esorbitanti, può provare a contattare un'associazione di consumatori presente sul territorio dove lei risiede. Tenga presente, comunque, che dovrà inevitabilmente sostenere un costo di iscrizione ed il contributo unificato per il ricorso innanzi al GdP in qualità di giudice dell'esecuzione.

      L'istanza di rateazione può servire a sospendere le procedure esecutive (tipicamente il fermo amministrativo) che potrebbero prendere avvio trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale. Ma, qualora intenda adottare tale strategia, valuti bene se presentare ricorso. In caso di vittoria l'attenderebbero sforzi sovrumani per riuscire ad ottenere quanto già versato.

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