Equitalia non può negare l'accesso alle cartelle non notificate al contribuente

Equitalia non può negare l'accesso alle cartelle non notificate al contribuente che teme pignoramento presso terzi

Equitalia deve tirar fuori le cartelle non notificate al contribuente che teme pignoramenti presso terzi: il divieto di accesso nei procedimenti tributari non vale dopo l'accertamento.

Infatti, sebbene l'articolo 24 della legge 241/90 escluda il diritto d'accesso, tra l'altro, nei procedimenti tributari, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano, è da ritenere che la detta norma debba essere intesa, secondo una lettura della disposizione costituzionalmente orientata, nel senso che la inaccessibilità agli atti di cui trattasi sia temporalmente limitata alla fase di pendenza del procedimento tributario, non rilevandosi esigenze di segretezza nella fase che segue la conclusione del procedimento con l'adozione del procedimento definitivo di accertamento dell'imposta dovuta sulla base degli elementi reddituali che conducono alla quantificazione del tributo.

In ragione di ciò deve riconoscersi il diritto di accesso qualora l'Amministrazione abbia concluso il procedimento, con l'emanazione del provvedimento finale e quindi, in via generale, deve ritenersi sussistente il diritto di accedere agli atti di un procedimento tributario ormai concluso.

Ne consegue che debba ordinarsi al concessionario della riscossione di esibire al contribuente copia delle cartelle e delle relative notifiche entro il termine di giorni trenta dalla notifica o comunicazione.

Questo, in sintesi, l'orientamento espresso dal Consiglio di Stato con la pronuncia 4821/13.

Equitalia e accesso cartelle: considerazioni sulla sentenza

Equitalia ha un mese di tempo per mostrare al contribuente la cartelle esattoriali che il destinatario sostiene di non aver mai ricevuto in notifica, ma della quali è venuto egualmente a conoscenza.

Il divieto di accesso agli atti dei procedimenti tributari deve ritenersi valido fino a quando non è emesso l'accertamento, ma non dopo, visto che viene meno l'esigenza della segretezza.

E ciò in base a un'interpretazione costituzionalmente orientata della legge sulla trasparenza, secondo cui l'inaccessibilità agli atti deve ritenersi limitata alla fase di pendenza del procedimento tributario.

È quanto emerge dalla sentenza in esame, pubblicata dalla quarta sezione del Consiglio di Stato, che prosegue sulla linea della trasparenza sposata dai giudici amministrativi sui rapporti cittadino-Fisco.

D'ora in poi, pertanto, equitalia non soltanto dovrà esibire le copie delle cartelle, ma dovrà dimostrare anche di avere notificato gli atti al contribuente che sostiene di avere appreso in modo informale che il Fisco era sulle sue tracce.

18 dicembre 2013 · Paolo Rastelli

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