Prima del pignoramento dell'immobile di equitalia lei è libero di vendere la casa e distribuire il ricavato ai suoi figli

Prima del pignoramento dell'immobile lei è libero di vendere la casa e distribuire il ricavato ai suoi figli.

I quali, farebbero bene, comunque, a spenderli nel minor tempo possibile in "donne, gioco e champagne". In modo che nulla resti sui loro conti correnti pignorabili da equitalia.

Che non vi sia stata nessuna notifica di invito al pagamento da parte del Ministero della Giustizia e/o dell'Agenzia delle Entrate sarà un fatto da accertare presso i competenti uffici creditori (si ricorda che la notifica per compiuta giacenza è legittima ed esplica pienamente i propri effetti) per procedere, eventualmente e con il supporto di qualificati professionisti, a chiedere l'annullamento della cartella esattoriale per omessa notifica degli atti presupposti o, in subordine, per ottenere la riduzione parziale o totale degli interessi di mora maturati.

Infatti, va ricordato quanto segue:

  1. il termine di prescrizione delle spese processuali è quello ordinario di cui all'articolo 2946 del codice civile, vale a dire dieci anni dalla data in cui la sentenza, civile o penale, è divenuta irrevocabile o, comunque, dalla data in cui il provvedimento conclusivo del processo è divenuto definitivo;
  2. la notifica dell'invito al pagamento (articolo 212 Testo Unico) costituisce atto idoneo ad interrompere la prescrizione del credito in quanto atto di costituzione in mora del debitore (artt. 2943 e 1219 del codice civile) e comunque atto che esprime in modo inequivocabile la volontà di far valere il diritto dell'Erario alla riscossione di somme dovute (si veda, Cass. Civ., sentenza numero 908, del 13.3.1976);
  3. per le spese dovute in solido, l'atto con il quale è interrotta la prescrizione contro uno dei debitori ha effetto anche riguardo agli altri debitori (articolo 1310, comma uno del codice civile). Pertanto, nel caso di più debitori solidali, la data di decorrenza dei termini per la prescrizione è quella dell'ultima notifica dell'invito al pagamento o della cartella di pagamento.

Per quanto riguarda il problema della vendita dell'immobile, partiamo dal presupposto che lei non sappia ancora di essere debitore. Ma, questa potrebbe risultare ipotesi errata in corrispondenza del verificarsi di uno dei due eventi seguenti:

  1. la notifica dell'invito al pagamento è stata effettuata correttamente e lei non ne ha contezza: o perchè l'invito è stato consegnato nella mani di un soggetto legittimato a riceverlo o perché la notifica si è perfezionata per compiuta giacenza. In entrambi i casi non è possibile escludere che lei sia stato messo al corrente, anche se non formalmente, dell'ingente debito che le si chiede di rimborsare;
  2. con la crisi in corso del mercato immobiliare, non è detto che lei riesca a vendere l'immobile prima della notifica della cartella esattoriale e l'eventuale ricorso per l'annullamento del procedimento di riscossione viziato dal mancato invio al debitore degli atti prodromici, potrebbe richiedere tempi lunghi.

Ora, negli scenari appena descritti, Equitalia può chiedere la revoca dell'atto di vendita della casa, affermando che essa è stata effettuata unicamente allo scopo di sottrarre il valore dell'immobile alle casse dell'Erario. Per questa ragione è importante che l'eventuale ricavato sia speso. Non mi sembra un grosso problema: ho visto fortune ben più cospicue dilapidate in settimane ... ed altre, poi ricostituirsi su conti correnti altrui.

Nel merito, è anche utile aggiungere che per evitare problemi all'acquirente (ed evitarli a sé stessi in ragione di successive rivalse giudiziarie) l'immobile deve essere venduto al valore di mercato, ad un terzo (non un parente o affine del debitore) e chi compra deve eleggere la nuova casa ad abitazione principale (in pratica devono acquisirvi residenza i figli a carico fiscale e/o il coniuge).

Per sapere con certezza se ci siano state o meno notifiche di solleciti di pagamento prima dell'iscrizione a ruolo, bisogna effettuare l'accesso agli atti che la riguardano, depositati presso l'ufficio del creditore.

Equitalia può concedere una dilazione di pagamento che arriva al massimo a 72 rate.

Il suocero di suo cugino è un terzo. Non le è nè parente, nè affine.

Se ha la possibilità di anticipare 10 mila euro e scendere sotto la soglia dei 20 mila euro, non dovrebbero esserci problemi di sorta per l'accesso al beneficio della rateazione, se si accontenta di 48 rate.

Altrimenti la documentazione sarà comunque necessaria e l'accoglimento della richiesta vincolato alla discrezionalità dell'esattore.

Attenzione ai tempi, tuttavia. Anche anticipando 10 mila euro, il debito nominale è di 30 mila. Il che significa che, fino al formale accoglimento dell'istanza di rateazione, sarà sempre possibile l'iscrizione di ipoteca sull'immobile di sua proprietà. Il che renderebbe ancora più complicata la vendita dell'immobile.

27 settembre 2012 · Genny Manfredi

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