P.a. ed equitalia: Chiarimenti

Se un'amministrazione pubblica deve effettuare un pagamento, superiore a diecimila euro, si deve previamente informare, presso equitalia, sull'esistenza di eventuali morosità per cifre almeno pari a 10.000 euro. In caso positivo, l'ente pubblico deve bloccare il pagamento e allertare l'agente della riscossione che disporrà il pignoramento del credito vantato dal soggetto moroso.

Questa è, praticamente, una compensazione obbligatoria che il contribuente subisce: una sorta, cioè, di pignoramento presso terzi tra il debito (pubblico) verso Equitalia e il credito (privato) vantato da imprese e professionisti nei confronti degli enti pubblici.

Tale verifica riguarda qualsiasi tipo di pagamento che superi 10mila euro, con la sola eccezione dei crediti pensionistici, in quanto si tratta di importi non pignorabili. Vi rientrano, invece, i crediti per retribuzioni, appalti e forniture.

Come accennato, equitalia risponde entro cinque giorni. In caso di mancata risposta entro tale termine, il pagamento può essere effettuato.

Se, invece, l'agente della di riscossione risconta tempestivamente carichi a ruolo pari ad almeno 10.000 euro, l'ente pubblico deve sospendere il pagamento, fino a concorrenza del debito a ruolo, comprensivo delle spese di esecuzione e degli interessi di mora. La residua somma, invece, va pagata.

Da notare bene che la sospensione non è a tempo indeterminato, ma può durare al massimo trenta giorni.

Entro tale termine, equitalia deve notificare un atto di pignoramento presso terzi, sia all'ente pubblico che al debitore moroso.

Per effetto del pignoramento, l'ente pubblico versa direttamente nelle casse dell'agente della riscossione l'ammontare a ruolo.

Qualora entro il medesimo termine di trenta giorni non dovesse pervenire alcun pignoramento, l'amministrazione è libera di pagare quanto dovuto al contribuente moroso.

1 aprile 2014 · Andrea Ricciardi

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