La pubblica amministrazione deve interrogare equitalia prima di effettuare pagamenti superiori a 10.000 euro

Le pubbliche amministrazioni che devono pagare, nei confronti di professionisti o aziende, cifre superiori a 10.000 euro, a qualunque titolo, prima del pagamento devono interpellare Equitalia per verificare se il contribuente ha debiti almeno pari a diecimila euro, come disposto dall'articolo 48 bis del DPR 602/1973.

Ciò si realizza con l'inoltro, da parte della P.A., di apposita richiesta a Equitalia Servizi spa la quale è preposta a controllare che non risulti nessun inadempimento a carico del beneficiario dell'obbligo di versamento, di ammontare complessivo pari almeno a euro 10mila, derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento relative a ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dall'01.01.2000.

Nel caso, poi, Equitalia comunichi che non risultano inadempimenti, ovvero non fornisca alcuna risposta nel termine previsto, il soggetto pubblico può procedere al pagamento a favore del beneficiario delle somme ad esso spettanti.

In caso contrario, qualora risulti un inadempimento, la richiesta del soggetto pubblico costituisce segnalazione ai sensi dell'articolo 48-bis, co. 1, DPR 602/1973.

Il soggetto pubblico, dunque, non procede al pagamento delle somme dovute al beneficiario fino alla concorrenza dell'ammontare del debito in attesa che gli venga notificato dall'agente della riscossione competente per territorio l'ordine di pagamento ex articolo 72-bis.

Ma cerchiamo di spiegarlo in parole più semplici.

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