Equitalia e cartelle notificate a mezzo posta » Per i giudici di merito non sono valide

Non è valida la cartella esattoriale di Equitalia notificata per mezzo di posta raccomandata: la Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, con la decisione che analizzeremo, va in controtendenza rispetto alle pronunce della Cassazione e aumenta il numero di precedenti a favore del contribuente.

Sembra non finire mai l'aspra lotta tra i tribunali di merito e la Suprema Corte in tema di notifica di cartelle esattoriali: i primi a favore del cittadino, la seconda, invece, pro Agente della Riscossione.

La contesa rimane sempre sullo stesso fondamentale interrogativo, dal quale dipende la sorte di quasi la totalità delle cartelle esattoriali inviate da Equitalia: è valida la notifica delle cartelle quando effettuata attraverso il servizio postale?

A parere di un numero sempre più ragguardevole di giudici di primo e secondo grado, la notifica può essere effettuata solo dagli ufficiali della riscossione o dagli agenti della Polizia municipale o, al massimo, dai messi comunali. Ma gli Ermellini la pensano diversamente.

Infatti, a novembre del 2013, la Corte di Cassazione aveva infranto ogni speranza dei contribuenti di vedersi annullati i debiti con Equitalia, avvalorando la tesi opposta: ossia, le cartelle esattoriali sono comunque valide anche se portate a casa dal postino.

Ma la pronuncia che qui stiamo per commentare è, forse, la più importante di tutte perché giunge dopo il verdetto dei supremi Giudici e, quindi, ne prende in modo esplicito le distanze.

I giudici tributari della Commissione Tributaria di Campobasso hanno, difatti, dichiarato la nullità assoluta dell'atto impositivo che l'esattore aveva inviato per posta al contribuente: si trattava di una tipica cartella esattoriale notificata da Equitalia con il postino.

Il giudice di merito è favorevole alla tesi più fondamentalista ed intransigente: la notifica della cartella non è nulla, ma del tutto inesistente.

All'esattore è infatti consentito notificare gli atti di competenza utilizzando unicamente gli intermediari indicati dalla legge, ossia ufficiali di riscossione, soggetti abilitati dal concessionario, messi comunali, agenti di polizia giudiziaria oppure, oggi, anche a mezzo PEC.

Nelle motivazioni della sentenza, i Giudici di Campobasso ricordano che, in realtà, piazza Cavour, pur affermando che la notifica della cartella esattoriale può realizzarsi con varie modalità, non ha mai direttamente affrontato e risolto con una qualche giustificazione, la questione della legittimazione di Equitalia a notificare direttamente a il mezzo della posta gli atti di sua competenza.

4 febbraio 2014 · Chiara Nicolai

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