Pignoramento esattoriale ed espropriazione della casa

Cominciando dalle procedure immobiliari, la modifica più rilevante è il divieto di espropriazione dell'abitazione principale.Questo divieto opera in presenza di quattro condizioni.

Innanzitutto, deve trattarsi dell'unico immobile posseduto dal debitore.Inoltre, il fabbricato deve avere destinazione catastale abitativa.

Ne consegue che se il debitore abita in un immobile a uso ufficio la copertura non opera.

Non deve però essere una casa di lusso, a prescindere dalla categoria catastale ufficiale, né appartenere alle categorie A8 (ville) o A9 ( castelli).

Infine, il debitore deve avere residenza anagrafica nell'unità in esame. L'abitazione principale è tuttavia ipotecabile in presenza di un debito a ruolo superiore a 20mila euro.

La disciplina dell'ipoteca infatti non è stata modificata.

Sempre restando in tema di pignoramenti immobiliari, è stato elevato da 20mila a 120mila euro il limite minimo di importo scaduto in presenza del quale l'espropriazione è ammessa.

È inoltre necessario che l'espropriazione sia preceduta dal decorso di sei mesi dall'iscrizione dell'ipoteca.

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Stai leggendo Pignoramento esattoriale ed espropriazione della casa Autore Gennaro Andele Articolo pubblicato il giorno 12 dicembre 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria autotutela sgravio rimborso sospensione rottamazione sanatoria condono della cartella esattoriale Inserito nella sezione cartelle esattoriali - cartelle di pagamento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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