Equitalia » Funzionario corrotto chiedeva mazzette per raiteizzare le cartelle esattoriali

Un ex dirigente di equitalia si faceva recapitare ingenti somme di denaro per accogliere, in cambio, irregolari istanze di pagamenti dilazionati per debiti fiscali.

Chiedeva mazzette per rateizzare le cartelle esattoriali: un ex funzionario Equitalia in manette per corruzione.

Dirigente di equitalia: mazzette in cambio della dilazione delle cartelle esattoriali

Un ex funzionario di Equitalia ed un consulente sono stati arrestati nell'ambito di un'indagine della Procura di Roma che ipotizza i reati di corruzione, truffa aggravata e fatture false.

Indagate in tutto quattordici persone: a parere degli inquirenti, l'ex dirigente di Equitalia in cambio di mazzette concedeva indebite rateizzazione a favore di imprenditori destinatari di cartelle esattoriali. Entrambi sono accusati di truffa ai danni dello Stato e corruzione.

Equitalia Spa, intanto, ha comunicato in un nota di essersi già costituita parte lesa e di stare continuando a collaborare con gli inquirenti affinché venga fatta piena luce sui fatti oggetto di indagine e sulle eventuali responsabilità.

La vicenda

L'ex funzionario di Equitalia ed il suo braccio destro, dietro il pagamento di cospicue somme di denaro, si impegnavano per far accogliere da Equitalia irregolari istanze di rateizzazione di debiti fiscali presentate da alcuni contribuenti destinatari di cartelle esattoriali.

Il consulente, in seguito, è risultato anche autore, con altri soggetti, di un'articolata truffa ai danni dell'Inps.

In breve, attraverso l'utilizzo di modelli F24 intestati a una società schermo del tutto inesistenti, faceva risultare come regolarmente pagati i contributi previdenziali di imprese che invece, non versavano nulla nelle casse dell'Inps.

Le indagini rappresentano lo sviluppo di una precedente attività investigativa che aveva portato all'arresto, nel febbraio dello scorso anno, di otto persone responsabili di reati di concussione, truffa aggravata e traffico internazionale di stupefacenti e che aveva consentito di individuare un sodalizio criminale che, anche attraverso l'utilizzo di documenti dell'Agenzia delle entrate contraffatti, compiva false verifiche fiscali per poi indurre i contribuenti a pagare cospicue tangenti per ammorbidire il presunto controllo, in realtà solo simulato e del tutto inesistente.

18 marzo 2014 · Patrizio Oliva

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