Equitalia: la cartella esattoriale notificata tramite raccomandata è valida anche senza l'identificazione del ricevente

Piazza Cavour, con la sentenza in esame, effettua una netta inversione di tendenza, sconfessando gli orientamenti formatisi presso i giudici tributari di tutta Italia che avevano sancito l'inesistenza delle notifiche tramite posta raccomandata.

Così facendo, sono tramontate le speranze di quanti avevano auspicato di vedersi annullare, dai giudici, le cartelle esattoriali solo perché notificate tramite raccomandata.

L'argomento, affrontato in questo blog con diversi articoli, aveva osservato l'orientamento dei vari tribunali di merito, sempre più, in numero crescente, a favore dell'innovativa tesi dell'illegittimità e, quindi, dell'inesistenza di tali notifiche , con conseguente liberazione del contribuente dalle pretese fiscali.

Ma i supremi Giudici, con questo verdetto, hanno cambiato le carte in tavola.

In particolare, seguendo il loro orientamento, la cartella esattoriale può ben essere notificata anche direttamente da parte del concessionario mediante raccomandata con avviso di ricevimento.

Inoltre, l'atto recapitato dal concessionario della riscossione è perfettamente valido anche in assenza, sulla ricevuta di ritorno, dell'identificazione precisa di colui che lo riceve.

Il postino, infatti, compie un'attività che ha fede privilegiata di quanto da lui stesso attestato.

Da ciò consegue che se nell'avviso di ricevimento della raccomandata a/r manchino le generalità del soggetto cui l'atto è consegnato e la relativa sottoscrizione sia illeggibile, l'atto è comunque valido.

In parole povere, è legittima la cartella esattoriale notifica con la raccomandata a/r, e la suddetta risulta inoltre valida anche se la firma del ricevente è illeggibile e quest’ultimo non risulti identificato sulla relata di notifica redatta dal postino.

La decisione susciterà non poche polemiche in un periodo in cui, come detto, stava prendendo sempre più piede, tra i tribunali, la tesi opposta, favorevole al contribuente.

18 novembre 2013 · Stefano Iambrenghi

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