L'epilogo dell'ingarbugliata vicenda (tutta italiana) sui falsi dirigenti dell'Agenzia delle Entrate » Anche stavolta a rimetterci è il contribuente

Giunge all'epilogo lo scandalo degli accertamenti fiscali firmati da falsi, ed illegittimi, dirigenti dell'Agenzia delle entrate: anche questa volta, grazie a condoni e giochi di prestigio, a rimetterci sono stati i contribuenti italiani.

Nel nostro blog abbiamo parlato fino alla nausea del terremoto che, da alcuni mesi a questa parte, aveva scosso il mondo dell'Agenzia delle Entrate.

Già, perché, per chi non lo ricordasse, tutto è nato dal quel brutto pasticcio dei dirigenti dell'Agenzia delle Entrate dichiarati illegittimi dalla sentenza della Corte costituzionale del 17 marzo 2015.

A parere dei giudici, infatti, chi aveva ricevuto la promozione sul campo, senza meriti, con un decreto del 2012, avrebbe, invece, dovuto fare un concorso. Così facendo, dunque, tutta l'attività fino a quel momento svolta era stata messa in discussione.

Oggi però, dopo numerosi tira e molla, a volte a favore dei debitori a volte del Fisco, a metterci una pezza è arrivata la Corte di Cassazione.

Prima di giungere alle conclusioni, però, cerchiamo di chiarire meglio tutta la vicenda, facendo un passo indietro e venendo a monte del problema.

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