Come è cominciato lo scandalo dei dirigenti falsi dell'agenzia delle entrate

Facciamo un tuffo nel passato cercando di spiegare da dove comincia questa brutta storia dei dirigenti illegittimi dell'agenzia delle entrate.

Tutto inizia più o meno dieci anni fa, a seguito di una riorganizzazione interna delle qualifiche, che ha comportato, presso gli uffici territoriali dell'Agenzia delle Entrate, una carenza di dirigenti: figure necessarie, tra l'altro, per firmare gli accertamenti fiscali.

E così , senza bandire alcun pubblico concorso, i vertici dell'Amministrazione finanziaria hanno deciso di elevare, a tale ruolo, ben 767 funzionari.

Insomma, una promozione in carriera, ma senza i criteri di trasparenza imposti dalla Costituzione, secondo cui, invece, agli impieghi nella pubblica amministrazione, si accede solo mediante bando e successivo concorso.

Ora, come accennato, la giurisprudenza, chiamata a pronunciarsi su tale questione, ha ritenuto nulle le suddette nomine.

La prima sentenza nota, in ordine cronologico, è quella del Tar Lazio del 2011, sebbene lo stesso problema fosse stato già sfiorato anche dalla Corte dei Conti.

È seguita la pronuncia della Commissione Tributaria Provinciale di Messina e, per finire, quella del Consiglio di Stato.

A questo punto, però , si è corso ai ripari.

Così , per evitare una valanga di ricorsi che avrebbe potuto invalidare gli atti firmati dai falsi dirigenti, come appunto le cartelle esattoriali di Equitalia, nel 2012 è intervenuta una legge, la 44/2012, che insieme ad alcuni cavilli inseriti nel decreto milleproroghe, ha sanato gli incarichi conferiti con tale metodo, almeno in attesa che venisse indetto un pubblico concorso.

La norma è stata rinnovata di anno in anno fino a rendere, di fatto, detti incarichi non già'delle semplici sostituzioni momentanee, ma dei veri e proprio uffici a tempo indeterminato.

Secondo quanto si apprende dalla legge 44/2012, infatti, fermi i limiti assunzionali a legislazione vigente, in relazione all'esigenza urgente e inderogabile di assicurare la funzionalità operativa delle proprie strutture, volta a garantire un'efficace attuazione delle misure di contrasto all'evasione l'Agenzia delle dogane, l'Agenzia delle entrate e l'Agenzia del territorio sono autorizzate ad espletare procedure concorsuali per la copertura delle posizioni dirigenziali vacanti.

Nelle more dell'espletamento di dette procedure l'Agenzia delle dogane, l'Agenzia delle entrate e l'Agenzia del territorio salvi gli incarichi già affidati, potranno attribuire incarichi dirigenziali a propri funzionari con la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato, la cui durata è fissata in relazione al tempo necessario per la copertura del posto vacante tramite concorso.

Gli incarichi sono attribuiti con apposita procedura selettiva. Ai funzionari cui è conferito l'incarico compete lo stesso trattamento economico dei dirigenti.

Successivamente, la legge di conversione del decreto milleproroghe 2012 ha introdotto una norma inquietante.

Si legge nel testo di legge, infatti, che la causa di nullità di una Cartella di pagamento priva dell'indicazione del responsabile del procedimento viene riconosciuta solo dal 1 giugno 2008.

Cosa vuol dire tutto ciò?

Come chiarito, il milleproroghe aveva stabilito che solo per i ruoli consegnati all'agente per la riscossione successivamente al 1° giugno 2008, la mancata indicazione del responsabile del procedimento comportava la nullità della cartella esattoriale. Dovendo, quindi, prescindere dalla data di notifica del ruolo, come poteva fare il contribuente a verificare se tale obbligo era stato rispettato?

Equitalia, praticamente, grazie alla salvata del governo, aveva avuto la possibilità di segnalare all'Agenzia delle Entrate l'esigenza di integrare il modello di cartella di pagamento, al fine di inserire in essa questa informazione.

In ogni caso, il problema non si poneva più per l'indicazione del responsabile del procedimento di emissione e notifica della cartella, in quanto Equitalia, sin dal mese di novembre 2007, aveva impartito alle società del Gruppo direttive finalizzate ad inserire tale indicazione.

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