Cosa è il precetto

Come in molti sanno, il precetto è l'atto a mezzo del quale il creditore manifesta la volontà di procedere ad esecuzione forzata in danno del debitore. L'atto di precetto è, quindi, prodromico all'avvio del procedimento di espropriazione e consiste nell'intimazione rivolta al debitore di adempiere l'obbligo risultante dal titolo esecutivo e nel contestuale avvertimento che, in mancanza di tale adempimento, si procederà ad esecuzione forzata.

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  • bonkard66 5 settembre 2014 at 07:27

    Lo sfratto esecutivo dal negozio e avvenuto il 7/07/2014, causa 8 mensilità non pagate. L'1/08/2014 ricevo un atto di precetto con richiesta di pagamento delle mensilità arretrate dal 10/2013 al 05/2014 di euro 3245,00 ( mi viene richiesto il pagamento del mese di maggio pur avendolo pagato) più spese legali di euro 2108,85.

    Siccome non posso permettermi un avvocato per appellarmi, chiedo informazioni: alla firma del contratto ho dato due mensilità di cauzione (cosa manco accennata nel precetto). Cosa posso fare per far si che queste cifre (euro 1500 ) vengano sottratte dai 3245 euro? A pignoramento avvenuto, verrò iscritto in qualche lista di cattivi pagatori? Vivo all'estero, ho la residenza dai miei genitori in Italia, cosa rischiano?

    • Simone di Saintjust 5 settembre 2014 at 07:51

      Il precetto le è stato notificato proprio perchè non è stata presentata opposizione al decreto ingiuntivo: in quella sede avrebbe potuto anche far rilevare al giudice che dalla cifra pretesa dal creditore andava decurtato l'importo della cauzione (sempre che il locatore non avesse eccepito motivi validi per trattenerla) e il canone di maggio in corso di pagamento.

      Se intende pagare la cifra notificata tramite precetto, può senz'altro decurtare le somme in questione: non penso che il creditore si accanirà procedendo comunque al pignoramento per l'insufficiente corresponsione della cifra indicata nel precetto. Quando invece ciò accadesse, purtroppo, non ha altra scelta che opporsi nelle sedi allo scopo riservate, altrimenti rischia di passare dalla ragione al torto.

      Quando il debitore risiede presso i propri genitori, questi ultimi rischiano il pignoramento dei beni presenti nell'abitazione in cui vivono: nel caso in esame si tratta di una prospettiva non proprio remota, dal momento che il creditore mi sembra molto determinato e classificabile nella categoria dei soggetti che non si fanno saltare la classica mosca al naso.

      In questa evenienza i beni pignorati potrebbero essere "liberati" solo in sede di conversione del pignoramento, ovvero a fronte del pagamento dell'importo precettato, eventualmente dedotti il canone di maggio e la cauzione (sempre che non sussistano motivazioni ostative alla restituzione).

      Alcune Centrali Rischi sono molto attente a recepire dai Tribunali informazioni (come il pignoramento o, addirittura il decreto ingiuntivo a carico del debitore, non opposto) che possono essere utili a chi fruisce dei loro servizi (banche e finanziarie), per cui non si può escludere che lei finisca, o sia già finito, fra i nominativi di coloro che sono stati coinvolti in un evento pregiudizievole all'erogazione di prestiti.