La clonazione di bancomat e carte di credito

Infine, in tema di clonazione, l'Arbitro Bancario Finanziario ha affermato che un simile evento può trovare causa nella presenza di falle nella sicurezza del sistema (...), per cui nessuna mancanza sembra potersi rimproverare, in linea di massima, al possessore dello strumento clonato, dato che la duplicazione delle carte avviene a totale insaputa del cliente e indipendentemente dal modo in cui egli ha gestito la custodia dello strumento.

Per accertare l'eventuale clonazione, i Collegi dell'Arbitro Bancario Finanziario si sono sovente avvalsi di analisi tecniche, allegate dalle parti, incentrate sulle sequenze numeriche memorizzate sulla banda magnetica della carta. In particolare, è stato stabilito che il bancomat può ritenersi clonato quando la registrazione delle serie numeriche delle operazioni riveli l'assenza di consequenzialità tra il codice finale di un'operazione e quello iniziale della transazione successiva, in quanto ciò dimostra che le operazioni sono state effettuate fisicamente con un clone della carta e non mediante quella originale.

3 luglio 2014 · Ornella De Bellis

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