Nucleo familiare nella dichiarazione sostitutiva ISEE - guida alla individuazione dei componenti [Commento 44]

  • fabio 16 novembre 2009 at 14:35

    Salve C0cc0bill, veramente complimenti, il suo bagaglio di conoscenza è innegabilmente invidiabile. Io e mia moglie ci stiamo accingendo ad acquistare la nostra prima casa. Io sono già residente nel comune sul quale si trova l'immobile, ed appena acquistata l'abitazione sposterò la mia residenza presso l'abitazione stessa.

    Mia moglie potrebbe evitare di fare il cambio di residenza anche se vivrebbe assieme a me?
    In tal caso rischieremmo che il fisco le chiedesse la restituzione delle agevolazioni prima casa per la parte di sua competenza (50%) perchè non ha effettuato il cambio di residenza presso l'immobile?

    Grazie ancora

    • c0cc0bill 16 novembre 2009 at 14:37

      AGEVOLAZIONI SU ACQUISTO PRIMA CASA - REQUISITI

      Il primo requisito indispensabile per fruire delle agevolazioni è che l'acquisto riguardi una casa di abitazione non "di lusso". Per verificare se un immobile è considerato di lusso, occorre far riferimento ai criteri individuati dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969).

      Accertato che si acquisti un'abitazione considerata non "di lusso", i benefici spetteranno, a prescindere dalla categoria catastale dell'immobile, solo in presenza di determinate condizioni:

      a) l'immobile deve essere ubicato nel Comune in cui l'acquirente ha la residenza o in cui intende stabilirla entro 18 mesi dalla stipula, o nel Comune dove l'acquirente svolge la propria attività principale.

      b) l'acquirente non deve essere titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune dove si trova l'immobile da acquistare;

      c) non bisogna essere titolari, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altra casa di abitazione, acquistata, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l'acquisto della prima casa.

      Le condizioni di cui alle lettere b) e c) e l'impegno a stabilire la residenza, entro 18 mesi, da parte dell'acquirente che non risiede nel Comune dove è situato l'immobile che si acquista, devono essere attestate con apposita dichiarazione da inserire nell'atto di acquisto.

      Se, per errore, nell'atto di compravendita dette dichiarazioni sono state omesse, è possibile rimediare mediante uno specifico atto integrativo, redatto secondo le medesime formalità giuridiche del precedente, in cui dichiarare la sussistenza dei presupposti soggettivi ed oggettivi per usufruire delle agevolazioni fiscali.

      DETRAZIONE MUTUO

      E' possibile detrarre gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari contratti per l'acquisto di immobili adibiti ad abitazione principale.

      Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. Pertanto, la detrazione spetta al contribuente acquirente ed intestatario del contratto di mutuo, anche se l'immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo grado).

      N.B. Prima casa ed abitazione principale sono concetti diversi.

      La detrazione spetta a condizione che l'immobile sia adibito ad abitazione principale entro un anno dall'acquisto, e che l'acquisto sia avvenuto nell'anno antecedente o successivo al mutuo.

      Volendo potrà approfondire la materia consultando questa guida.

      CONCLUSIONI

      Dunque converrà con me che sua moglie correrà, prima o poi, il rischio di dover restituire le agevolazioni fiscali godute senza averne diritto. Ma per 18 mesi almeno, sua moglie potrà continuare a risiedere altrove.

      Per poter invece fruire delle detrazioni fiscali degli interessi passivi sul mutuo (nei 18 mesi), non c'è alcun problema in quanto "l'abitazione principale" sarà occupata dal marito.

    • Fabio 16 novembre 2009 at 18:59

      La domanda nasceva dal fatto che, non ricordo dove lo lessi, la moglie anche se non cambia residenza è considerata come convivente col marito quando quella viene eletta come sede dl nucleo familiare. Però io mi chiedo, come fa l'ente di controllo fiscale a sapere che quell'abitazione è stata eletta come dimora del nucleo familiare? Prima ti sazionano e poi ti tocca dimostrare quanto sopra? C'è questo rischio? E' che mia moglie è molto legata alla sua terra e vorrebbe mantenere questo seppur flebile ed effimero legame...

    • c0cc0bill 17 novembre 2009 at 08:37

      Fabio, con un semplice click il sistema informativo dell'anagrafe tributaria, collegato alle informazioni rese disponibili dal sistema delle anagrafi comunali, tira fuori tutte le incongruenze relative alle situazioni storiche, ad esempio, relative alla residenza dei contribuenti.

      Individuando fra coloro che hanno fruito dei benefici fiscali chi, entro 18 mesi, non abbia poi spostato la propria residenza all'indirizzo dell'immobile oggetto del beneficio.

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