Istruzioni DSU ISEE - Il patrimonio mobiliare

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IL QUADRO F5 contiene i dati relativi al patrimonio mobiliare posseduto dal soggetto a cui è intestato il foglio allegato. Va indicato il valore complessivo del patrimonio mobiliare posseduto dal soggetto esattamente alla data del 31 dicembre dell'anno precedente alla presentazione della dichiarazione sostitutiva. Ne consegue, pertanto, che:

- non dovranno essere considerati i beni posseduti solo successivamente;

- dovranno comunque essere considerati i beni posseduti al 31 dicembre, anche se non più posseduti alla data della  dichiarazione.

Il patrimonio mobiliare è costituito dai depositi bancari, da quelli postali, dai BOT e dagli altri titoli di Stato, dal denaro affidato a società di investimento o di risparmio, da quote di partecipazione azionaria, ecc.

Il valore complessivo deve essere approssimato per difetto al milione di lire o ai suoi multipli (esempio: per lire 9.900.000 indicare 9.000.000); in caso di dichiarazione compilata in euro, l'approssimazione deve essere effettuata per difetto ai 500 euro o ai suoi al multipli (esempio: per 2.950 euro, indicare 2.500 euro; per 3.400 indicare 3000).

Se al 31 dicembre non dovesse sussistere un patrimonio mobiliare posseduto dal soggetto, dovrà essere indicato nello spazio corrispondente il valore 0 (zero).

Le componenti del patrimonio mobiliare

Quali sono le componenti del patrimonio mobiliare e a quale data va riferito il loro valore è specificato dall'articolo 3, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 maggio 1999, numero 221, e successive modificazioni, e cioè:

a) depositi e conti correnti bancari e postali, per i quali va assunto il valore del saldo contabile attivo, al netto degli interessi, alla data del 31 dicembre dell'anno precedente alla presentazione della dichiarazione sostitutiva;

b) titoli di Stato, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi ed assimilati, per i quali va assunto il valore nominale delle consistenze alla data di cui alla lettera a);

c) azioni o quote di organismi di investimento collettivo di risparmio (O.I.C.R.) italiani o esteri, per le quali va assunto il valore risultante dall'ultimo prospetto redatto dalla società di gestione alla data di cui alla lettera a);

d) partecipazioni azionarie in società italiane ed estere quotate in mercati regolamentati, per le quali va assunto il valore rilevato alla data di cui alla lettera a) ovvero, in mancanza, nel giorno antecedente alla dichiarazione, ad esso più prossimo;

e) partecipazioni azionarie in società non quotate in mercati regolamentati e partecipazioni in società non azionarie, per le quali va assunto il valore della frazione del patrimonio netto, determinato sulla base delle risultanze dell'ultimo bilancio approvato anteriormente alla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva, ovvero, in caso di esonero dall'obbligo di redazione del bilancio, determinato dalla somma delle rimanenze finali e dal costo complessivo dei beni ammortizzabili, al netto dei relativi ammortamenti, nonché degli altri cespiti o beni patrimoniali;

f) masse patrimoniali, costituite da somme di denaro o beni non relativi all'impresa, affidate in gestione ad un soggetto abilitato ai sensi del decreto legislativo numero 415 del 1996, per le quali va assunto il valore delle consistenze risultanti dall'ultimo rendiconto predisposto, secondo i criteri stabiliti dai regolamenti emanati dalla Commissione nazionale per le società e la borsa, dal gestore del patrimonio anteriormente alla data di cui alla lettera a);

g) altri strumenti e rapporti finanziari per i quali va assunto il valore corrente alla data di cui alla lettera a), nonché contratti di assicurazione mista sulla vita e di capitalizzazione per i quali va assunto l'importo dei premi complessivamente versati a tale ultima data, ivi comprese le polizze a premio unico anticipato per tutta la durata del contratto, per le quali va assunto l'importo del premio versato;
sono esclusi i contratti di assicurazione mista sulla vita per i quali alla medesima data non è esercitabile il diritto di riscatto;

h) imprese individuali per le quali va assunto il valore del patrimonio netto, determinato con le stesse modalità indicate alla precedente lettera e).

Per i rapporti di custodia, amministrazione, deposito e gestione cointestati anche a soggetti appartenenti a nuclei familiari diversi, il valore delle consistenze è assunto per la quota di spettanza.

I dati di chi gestisce il patrimonio mobiliare

Nel quadro F5 è presente una tabella in cui devono essere indicati i dati relativi a chi gestisce il patrimonio mobiliare, cioè i dati del cosiddetto "intermediario" e degli altri soggetti con i quali sono intrattenuti rapporti di custodia, amministrazione, deposito e gestione. Non devono quindi essere indicati i valori di ciascun cespite del patrimonio mobiliare.

Nella prima colonna va indicato il codice di identificazione dell'intermediario o del gestore del patrimonio mobiliare; ad esempio, se si tratta di un deposito bancario, andrà indicato il codice ABI.

Nella seconda colonna va indicata la tipologia dell'intermediario; ad esempio, se l'intermediario è una banca, basterà scrivere BANCA, senza precisare di quale banca o agenzia si tratti. Si può indicare: SIM, se l'intermediario è una società di investimento mobiliare; SGR, se l'intermediario è una società di gestione del risparmio. Il codice identificativo (o comunque i numeri identificativi del soggetto gestore che compaiono in albi, elenchi, ecc.) va richiesto al gestore stesso. Nel caso in cui il codice non sia definito, occorre precisare, per esteso, la denominazione dell'intermediario o del gestore.

La dichiarazione dei dati di chi gestisce il patrimonio mobiliare deve sempre essere effettuata quando sussiste detto patrimonio.

Commenti e domande dei lettori

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  • stefania84 13 agosto 2013 at 12:17

    Buongiorno, io avrei un quesito da porre in merito. Quest'anno mi sono iscritta all'Università e devo fare la DSU. Dal 2012 non sono a carico della mia famiglia e da marzo 2012 ho cambiato residenza e coabito con un ragazzo. Premetto che non sono a carico di nessuno e non pago alcun affitto. Sono disoccupata e mi sono mantenuta da sola per gli alimenti ma non pago affitto. Vorrei capire qual è la mia famiglia anagrafica e il mio nucleo familiare con tutti i redditi e patrimoni da indicare nell'isee. Per il comune la mia famiglia anagrafica è con questo ragazzo. Ma se non ho alcun legame con questo ragazzo non posso considerarlo parte del mio nucleo familiare, in quanto per gli alimenti e spese ho pagato con i miei stipendi, frutto dei miei lavori saltuari. Chiedo una risposta a un esperto, grazie.
    Stefania

    • Ludmilla Karadzic 13 agosto 2013 at 14:20

      Ai fini ISEE un soggetto maggiorenne è considerato non fiscalmente a carico se, e solo se, percepisce un reddito (documentabile) superiore a 2840,51 euro. Per l'ISEEU l'assicella viene posta più in alto, diciamo intorno ai 7000 euro. Un soggetto fiscalmente a carico ai fini ISEE (reddito non superiore a 2840,51 euro) lo è anche se nessuno fruisce delle detrazioni fiscali previste dalla legge.

      Una volta stabilito che il soggetto maggiorenne non percepisce reddito (ed può essere dunque considerato fiscalmente a carico di altri nel caso ISEE) la domanda che ci si pone è se il soggetto è coniugato, o meno. Se non risulta coniugato, allora egli apparterrà sempre al nucleo familiare di un genitore percipiente reddito (anche se questi non fruisce delle detrazioni di legge).

      E' irrilevante anche l'appartenenza alla stessa famiglia anagrafica di terzi, in cui l'ufficiale d'anagrafe può averlo inserito, probabilmente perché non c'è stata una dichiarazione esplicita che escludeva rapporti affettivi o di ospitalità temporanea con chi già occupava l'appartamento per cui è stata chiesta la residenza.

      Può darsi che il soggetto maggiorenne, nubile/celibe, non percipiente reddito (nella misura fissata per ISEE e ISEEU) convivente con terzi, non abbia alcun genitore percipiente. Ma, voglio sperare che non sia il suo caso. Se fosse, si potrà approfondire la questione.

      Insomma, per farla breve, per sperare di ottenere l'esenzione o sconti sul pagamento delle tasse universitarie, ad un soggetto con almeno un genitore che percepisce reddito, non basta andare a vivere altrove.

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