A chi si presenta e come si presenta la dichiarazione sostitutiva unica DSU

Attenzione » il contenuto dell'articolo è stato oggetto di revisioni normative e/o aggiornamenti giurisprudenziali successivi alla pubblicazione e le informazioni in esso contenute potrebbero risultare non corrette o non attuali. Potrai trovare i post aggiornati sull'argomento nella sezione di approfondimento in fondo alla pagina, oppure qui.

La dichiarazione sostitutiva unica si presenta all'ente che fornisce la prestazione sociale agevolata, o anche al comune o ad un centro di assistenza fiscale o alla sede INPS competente per territorio.

Il cittadino, ha perciò, tanti "sportelli" a cui si può rivolgere, per ottenere una attestazione dell'avvenuta presentazione della dichiarazione e della sua trasmissione al sistema informativo dell'ISEE istituito presso l'INPS. L'INPS renderà disponibile al dichiarante, direttamente o tramite l'ente a cui è stata presentata la dichiarazione, una attestazione riportante i dati che sono stati acquisiti ed il calcolo dell'ISEE Tale attestazione potrà essere poi usata da qualunque componente il nucleo familiare per richiedere prestazioni sociale agevolate, nonché agevolazioni nell'accesso ai servizi di pubblica utilità. La dichiarazione ha validità di un anno a partire dall'attestazione della presentazione; in tale periodo, il sistema informativo terrà memoria del contenuto della dichiarazione in modo tale che tutti i componenti il nucleo familiare possano richiedere prestazioni sociali agevolate senza ripetere la dichiarazione più volte.

La dichiarazione può essere presentata in vari modi:

- consegnandola di persona all'addetto all'ufficio e sottoscrivendola in sua presenza;

- trasmettendola all'ufficio, completa della sottoscrizione e di una fotocopia del documento di riconoscimento;

- rendendo la dichiarazione direttamente all'addetto all'ufficio, se chi dichiara non sa o non può firmare;

- presentando la dichiarazione con la firma già autenticata ai sensi di legge (questa è solo una eventualità, per chi abbia provveduto di sua iniziativa alla autenticazione).

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • stefania84 13 agosto 2013 at 12:17

    Buongiorno, io avrei un quesito da porre in merito. Quest'anno mi sono iscritta all'Università e devo fare la DSU. Dal 2012 non sono a carico della mia famiglia e da marzo 2012 ho cambiato residenza e coabito con un ragazzo. Premetto che non sono a carico di nessuno e non pago alcun affitto. Sono disoccupata e mi sono mantenuta da sola per gli alimenti ma non pago affitto. Vorrei capire qual è la mia famiglia anagrafica e il mio nucleo familiare con tutti i redditi e patrimoni da indicare nell'isee. Per il comune la mia famiglia anagrafica è con questo ragazzo. Ma se non ho alcun legame con questo ragazzo non posso considerarlo parte del mio nucleo familiare, in quanto per gli alimenti e spese ho pagato con i miei stipendi, frutto dei miei lavori saltuari. Chiedo una risposta a un esperto, grazie.
    Stefania

    • Ludmilla Karadzic 13 agosto 2013 at 14:20

      Ai fini ISEE un soggetto maggiorenne è considerato non fiscalmente a carico se, e solo se, percepisce un reddito (documentabile) superiore a 2840,51 euro. Per l'ISEEU l'assicella viene posta più in alto, diciamo intorno ai 7000 euro. Un soggetto fiscalmente a carico ai fini ISEE (reddito non superiore a 2840,51 euro) lo è anche se nessuno fruisce delle detrazioni fiscali previste dalla legge.

      Una volta stabilito che il soggetto maggiorenne non percepisce reddito (ed può essere dunque considerato fiscalmente a carico di altri nel caso ISEE) la domanda che ci si pone è se il soggetto è coniugato, o meno. Se non risulta coniugato, allora egli apparterrà sempre al nucleo familiare di un genitore percipiente reddito (anche se questi non fruisce delle detrazioni di legge).

      E' irrilevante anche l'appartenenza alla stessa famiglia anagrafica di terzi, in cui l'ufficiale d'anagrafe può averlo inserito, probabilmente perché non c'è stata una dichiarazione esplicita che escludeva rapporti affettivi o di ospitalità temporanea con chi già occupava l'appartamento per cui è stata chiesta la residenza.

      Può darsi che il soggetto maggiorenne, nubile/celibe, non percipiente reddito (nella misura fissata per ISEE e ISEEU) convivente con terzi, non abbia alcun genitore percipiente. Ma, voglio sperare che non sia il suo caso. Se fosse, si potrà approfondire la questione.

      Insomma, per farla breve, per sperare di ottenere l'esenzione o sconti sul pagamento delle tasse universitarie, ad un soggetto con almeno un genitore che percepisce reddito, non basta andare a vivere altrove.

    1 2 3