Donazione Rimuneratoria

Come già accennato, le ragioni di una donazione possono essere molte: affetto, beneficenza e altro ancora.

Ma una donazione può essere anche motivata da:

  • riconoscenza (da intendersi quale particolare sentimento di gratitudine verso il donatario);
  • considerazione di particolari meriti del donatario;
  • speciale remunerazione (per favori e/o servizi resi dal donatario senza che vi sia alcun nesso funzionale tra i servizi resi e la donazione, perché altrimenti saremmo in presenza di un contratto oneroso a prestazioni corrispettive).

In questi casi si è in presenza della cosiddetta donazione rimuneratoria.

In questa particolare donazione, il motivo che spinge il donante a compierla è elemento essenziale per individuare la corretta disciplina di riferimento.

Alla donazione rimuneratoria si applicano, infatti, disposizioni specifiche:

  1. è esclusa la revoca per ingratitudine e per sopravvenienza dei figli;
  2. è prevista la garanzia per evizione a carico del donante (ossia la garanzia che non gravino sui beni donati diritti di terzi o che terzi possano vantare);
  3. è prevista l'esclusione del donatario dall'obbligo degli alimenti.

Per tutto il resto, anche alla donazione rimuneratoria, che rimane comunque un atto volto a procurare un arricchimento altrui senza che vi sia stata una controprestazione, si applica la disciplina relativa alla donazione.

In particolare anche per la donazione rimuneratoria è necessario un atto pubblico con la presenza dei testimoni.

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