Donazione - La dichiarazione del testatore di aver soddisfatto il legittimario mentre era in vita non ha valore senza la prova che le donazioni sono realmente state eseguite

Ai fini della determinazione delle quote di riserva spettanti alle singole categorie di legittimari è necessario fare riferimento alla situazione esistente all'apertura della successione, senza che su tale determinazione possa produrre effetti l'eventuale rinunzia o prescrizione di uno dei legittimari ad esercitare l'azione di riduzione

Ad affermarlo è la Corte di Cassazione, che, con la sentenza numero. 11737 del 15 maggio 2013, ha sancito che: Così come non è consentito al testatore di privare il legittimario della sua quota di riserva, ugualmente non gli è consentito ottenere il medesimo risultato mediante una dichiarazione testamentaria con cui si afferma di aver già tacitato il legittimario della sua quota di riserva mediante donazioni fatte in vita. In entrambe le situazioni il legittimario può esercitare l'azione di riduzione, spettando al soggetto interessato a far valere la validità della dichiarazione l'onere di provare che il legittimario è stato realmente tacitato mediante pregresse donazioni.

La questione sottoposta all'attenzione della giurisprudenza di legittimità riguarda una complessa vicenda successoria in cui il curatore fallimentare agiva in riduzione in luogo di uno dei soci falliti.

Oggetto del contendere era il valore da attribuire alla dichiarazione testamentaria con cui il de cuius dichiarava di aver già soddisfatto, mediante donazioni fatte in vita, il legittimario.

Primo aspetto analizzato dalla pronuncia precedentemente illustrata, riguarda il valore da attribuire alla dichiarazione testamentaria con cui il de cuius dichiara che un legittimario è stato già soddisfatto delle sue pretese mediante pregresse donazioni.

La Corte afferma al riguardo che il legislatore, prevedendo la successione necessaria, ha voluto garantire ad ogni legittimario una porzione di patrimonio del de cuius, e ciò anche contro la volontà di quest’ultimo.

Da tale assunto ne deriva che se non è consentito al testatore di privare il legittimario della sua quota di riserva, ugualmente non è consentito ottenere il medesimo risultato mediante una dichiarazione testamentaria con cui si afferma di aver già tacitato il legittimario della sua quota, con la conseguenza che entrambe le situazioni sono tutelabili mediante l'esercizio dell'azione di riduzione.

Peraltro, aggiunge la Corte, la dichiarazione effettuata dal testatore con cui si afferma di aver soddisfatto il legittimario mediante donazioni fatte in vita, non è assimilabile neppure ad una confessione stragiudiziale, in quanto il legittimario riveste la posizione di terzo rispetto al testatore ed i suoi eredi che sarebbero i beneficiari di tale dichiarazione.

La Corte quindi, attraverso una motivazione che tiene conto dei principi fondanti il sistema successorio, esclude che possa attribuirsi un valore decisivo alla dichiarazione del testatore di aver già soddisfatto in vita il legittimario, in quanto ciò significherebbe consentire al testatore di privare il legittimario della sua quota di riserva, risultato questo che il sistema della successione necessaria esclude.

Sempre in tema di tacitazione del legittimario mediante donazioni la Corte chiarisce che l'onere della prova circa l'effettiva tacitazione, ricade sul soggetto interessato a far mantenere la validità della disposizione testamentaria (l'erede) e non in capo al legittimario.

In tal senso, la dichiarazione di avvenuta tacitazione delle ragioni della legittimaria con donazioni in denaro costituisce una mera dichiarazione che non attiene alla volontà testamentaria in quanto la volontà del testatore non può incidere sulla quota di riserva.

Al contrario, essendo provato che le disposizioni testamentarie erano lesive della legittima, era onere di chi aveva interesse a negare la violazione dei diritti del legittimario, provare l'esistenza di donazioni idonee ad escluderla.

1 luglio 2013 · Ornella De Bellis

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su donazione - la dichiarazione del testatore di aver soddisfatto il legittimario mentre era in vita non ha valore senza la prova che le donazioni sono realmente state eseguite.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.