vorrei evitare la catastrofe di perdere anche la casa per debiti - parte seconda

Domanda di utente
14 settembre 2011 at 09:05

Mi riallaccio ad una domanda già fatta, e la riassumo per chiedere ulteriori chiarimenti sui debiti.

SINTESI DELLA MIA SITUAZIONE:
- Componenti famiglia (Io,mia moglie e 3 figli)
- Sempre stati ottimi pagatori fino ….
- Settembre 2007 (inizio guai giudiziari)
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- DEBITI MIEI = (un 15.000 ed un 30.000) “365 euro e 729 euro al mese di rata” in finanziarie perchè le banche facevano troppi problemi…
- Euro 1600,00 mio stipendio (adesso zero) perdita lavoro..
- DEBITI MIA MOGLIE = Circa 10.000 euro (carte revolving-aura ecc. + mora
- Euro 700,00 stipendio di mia moglie con cui si deve tirare avanti la “baracca” pagando nel frattempo avvocati ,far studiare i figli e mantenere anche me ((ATTUALMENTE IN DETENZIONE DOMICILIARE))…
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1- Ecco la mia prima domanda o richiesta di un consiglio;
cosa posso fare nell'immediato e cosa posso fare non appena sarò a piede libero (marzo 2011) oltre all'idea di mollare tutto in italia e andarmene in un altro paese…

2- Essendo assegnatario di un allogio popolare e quindi non proprietario, incorro lo stesso in esproprii al momento di un eventuale riscatto dell'alloggio? Se si, quali strade si possono percorrere per evitare questa ulteriore catastrofe?

Allora, posso riscattare la casa?

Risposta di Simone di Saintjust
14 settembre 2011 at 09:07

La casa non potrà riscattarla, altrimenti gliela pignorano e la vendono all'asta. Continui a rimanerci dentro come assegnatario.

Non pensi al riscatto con successiva donazione o finta vendita. I creditori otterrebbero facilmente la revoca di questi atti di trasferimento della sua proprietà.

Una volta a piede libero dovrà essere consapevole che i debiti che ha accumulato non potranno essere ripagati. A meno che non vinca al superenalotto.

Dovrà mettere nel conto l'impossibilità di accedere ad ulteriori finanziamenti, il pignoramento del quinto dello stipendio di sua moglie, l'eventuale pignoramento del quinto del suo stipendio se riuscirà a riottenere il precedente posto di lavoro.

In parlamento è in discussione (approvata dal senato il 1° aprile) una legge per arginare il sovraindebitamento delle famiglie.

Si tratta della possibilità di dichiarare una sorta di fallimento familiare.

Attraverso l'intervento del giudice si potrà ottenere un concordato con i creditori. Ciò significa l'abbattimento dell'esposizione debitoria e la "liberazione" dalle somme residue non comprese nel concordato.

Converrà aspettare l'approvazione di quel provvedimento legislativo prima di adottare altre eventuali più drastiche decisioni.