carta prepagata e CTC

Domanda di utente
25 settembre 2011 at 18:05

E' possibile che per un erogazione di importo superiore alla disponibilità, peraltro mai richiestomi, su una carta prepagata kelibra, mi abbiano segnalato al ctc?

Non ho mai firmato per un prestito, né per un fido.

Ho fatto un contratto per una semplice carta prepagata, non legata a nessun conto corrente. Sono risalito alla segnalazione facendo delle ricerche e delle visure, visti i ripetuti rifiuti di finanziamenti che da più tre anni mi venivano fatti.

E questi oltre a non avermi mai chiesto niente non mi avevano nemmeno mai informato. Ma, viviamo in un paese normale?

Risposta di Chiara Nicolai
25 settembre 2011 at 18:08

C'è solo un dispositivo posto ad arginare la tracotanza dei gestori del Grande Fratello orwelliano, il sistema di banche dati (centrali di rischio) sulle segnalazioni di "presunta" insolvenza del debitore.

Ma si tratta di un protocollo di intesa, emanato dal Garante per la protezione dei dati personali.

Insomma niente, ragion per cui banche e finanziarie continuano impunemente a raccogliere e distribuire informazioni che ci riguardano.

In effetti l'unica conseguenza del disposto del Garante per la Privacy è ricaduto sulle spalle dei consumatori, obbligati a firmare decine di fogli di liberatoria per il trattamento dei dati personali. Se non diamo l'assenso il finanziamento non ci viene erogato, anche se siamo ottimi pagatori.

E se le segnalazioni sono inesatte, frutto dell'errore di qualche funzionario svogliato nessun problema.

Per portare una banca o una finanziaria in tribunale e richiedere i danni per una segnalazione sbagliata, che ci ha esclusi ingiustamente dal circuito del credito, occorrono anni.

E se anche avessimo la pazienza di aspettare la vecchiaia per ottenere un po' di giustizia, ci pensano la quasi totalità degli avvocati a dissuaderci con le loro, il più delle volte, esose parcelle (le eccezioni sono pochissime).

Peraltro, neanche possiamo più chiedere ai legulei di concordare l'onorario attraverso un patto di quota lite, ovvero concordando a mò di onorario una parte del risarcimento, in caso di vittoria.

No, perchè il governo Berlusconi ci ha tolto anche questa possibilità.

Figurarsi se Silvio si metteva contro gli avvocati dei quali ha bisogno non solo per difendersi, ma anche per truccare i processi (Previti docet) e non cedeva - di buon grado - alle pressioni corporative dell'ordine degli azzeccagarbugli per reintrodurre le tariffe minime e seppellire il patto di quota lite voluto da Bersani.

Concludendo, non le resta altro che elemosinare la cancellazione al Consorzio per la Tutela del Credito (CTC). Sempre che sia già trascorso il "periodo punitivo" i cui termini sono riassunti nel prospetto che segue. E sempre che dopo la cancellazione le si riaprano le porte del credito. Perchè i suoi dati, secondo me, sono già transitati nelle banche dati occulte dei cattivi pagatori.

tempi massimi