acquisto casa con assegni ancora non presentati ed ormai in difetto di provvista (2)

Domanda di carlo
17 novembre 2011 at 22:54

Un paio di mesi fa acquistai un appartamento con degli assegni bancari non trasferibili: dopo il rogito il venditore non prelevò dal mio conto la somma dovuta.

Io uso molto il mio conto per il mio lavoro ed ho prelevato una parte del denaro che spettava al venditore dell'appartamento.

volevo sapere cosa posso rischiare,un protesto o addirittura sul penale?

Rischio anche l'annulamento dell'atto notarile se non pago? Ora non ho i soldi per poter sanare il debito ho intenzione di pagarlo ma a rate e se non pago il debito annullano la vendita?

Il notaio avrà sicuramente condizionato il perfezionamento del trasferimento di proprietà al buon fine dell'incasso degli assegni.

Il venditore potrà esigere da lei il pagamento di una penale nel caso in cui la transazione non vada a buon fine per quello che si profila essere un recesso da parte sua.

Se gli assegni sono stati datati, non possono essere protestati qualora il tentativo di incasso avvenga dopo i termini di legge.

In ogni caso se non c'è truffa, non ci sono sanzioni penali a fronte di assegni emessi in difetto di provvista.

Sono stato al catasto ed ho saputo tramite una visura che il trasferimento di proprieta è avvenuto e che sono il proprietario.

Per quanto riguarda gli assegni si sono stati datati il giorno della stipula e dopo 16 giorni dalla stipula non erano stati ancora incassati i soldi erano ancora nel mio conto ed ho prelevato per il mio lavoro.

Se non rischio un protesto o multe o altro, che mi può accadere una causa civile per truffa? mi sembra di no da quello che ha detto. Possono annullare l'atto di vendita?

O non mi devo preoccupare per niente? cosa mi può accadere esattamente?

Risposta di Rosaria Proietti
18 novembre 2011 at 09:12

Dove lei vive deve essere un paese da favola: un "paese delle meraviglie", dove i notai perfezionano contratti di compravendita immobiliare consentendo il pagamento attraverso assegni non circolari (la non trasferibilità è obbligatoria, e quindi nessuno sforzo) e dove i venditori scompaiono nel nulla prima di incassare.

Come si dice, meglio nascere fortunati che ricchi ...

Se vogliamo pensare ad uno scenario possibile, chi ha venduto è morto improvvisamente, è ricoverato in terapia intensiva in ospedale, è fuggito all'estero perchè ricercato o è stato sbattuto in gabbia.

Ma prima o poi - anche se gli assegni fossero andati distrutti in un incendio o giacessero in fondo ad un lago, qualcuno (l'ex proprietario dell'immobile o i suoi eredi) - le presenteranno il conto.

Con gli assegni non protestati (tramite richiesta di decreto ingiuntivo, in tempi brevi) o senza (tramite ordinario processo cognitivo e tempi più lunghi) riusciranno ad ottenere una sentenza favorevole.

Con quella procederanno ad esperire tutte le azioni esecutive possibili che porteranno all'ipoteca sull'immobile ed al successivo pignoramento ed espropriazione.

Se saranno sfortunati l'acquirente, prima che si riesca ad iscrivere ipoteca sull'immobile che fu oggetto di compravendita, avrà alienato l'immobile ed incassato il malloppo.

Trovandoci nel "paese delle meraviglie" può darsi anche che il fortunato depositi il ricavato della vendita - effettuata per sottrarre il bene dai tentativi di riscossione coattiva promossi dall'ex proprietario o dai suoi eredi - sul suo conto corrente nella banca situata sulla piazza del paese. In questa circostanza sarà un gioco da ragazzi, per i creditori, rientrare in possesso del maltolto attraverso il pignoramento del conto corrente.

Oppure può darsi che il fortunato compratore, divenuto poi venditore, si comporti diversamente, chissà ...