Tutelare il proprio (magro) stipendio da banche e Equitalia

Domanda di Galways
9 maggio 2014 at 13:20

Salve, in seguito alla chiusura attività mi sono ritrovato con circa 80mila euro di debiti con una banca che ho citato per anatocismo. La sentenza mi obbliga a restituirne circa 75mila. Credo che da qui a poco riceverò il precetto. Ho inoltre 170mila euro di debiti con Equitalia.

Al momento percepisco circa 1250 euro netti con il mio lavoro da dipendente presso un'azienda. Non ho beni intestati e sono in regime di separazione di beni con mia moglie, la quale è anche unica proprietaria dell'appartamento in cui vivo. Rischio ugualmente un'esecuzione mobiliare in casa di mia moglie anche se non risulto residente lì? Ho letto l'articolo precedente, che ho trovato simile al mio sebbene con importi differenti, per tutelare il mio stipendio dal pignoramento di banca ed equitalia. Premesso che non è possibile parlare di separazione consensuale con mia moglie - che guadagna poco e paga il mutuo), quali altri strumenti di ‘autodifesà (manco a dirlo, legali ovviamente) potrei mettere in campo per evitare che possano aggredirmi? C'è un modo legale per farmi aggredire da qualcun altro prima che lo facciano loro?

Risposta di Ludmilla Karadzic
9 maggio 2014 at 13:37

I crediti si distinguono, per quanto qui ci interessa, in esattoriali o speciali (Equitalia o altri concessionari locali della riscossione), ordinari (banche, privati o finanziarie) ed alimentari (parenti prossimi in stato di indigenza o ex coniuge).

Per una stessa tipologia sopra individuata, solo un creditore, il primo procedente, può ottenere il prelievo con pignoramento presso terzi. Gli altri devono attendere che si estingua, mese dopo mese, il credito per il quale è stato avviato il pignoramento prima di poter ottenere la propria "libbra di carne".

Adesso, poniamo che lei abbia contratto un grosso debito con un privato e che questi si attivi subito per pignorarle lo stipendio. La banca, per riscuotere, dovrà aspettare. Mentre, sia chiaro, Equitalia potrà ottenere la sua quota contemporaneamente al privato (o alla banca) essendo il suo credito non ordinario, ma speciale o esattoriale.