sono stata sovraindebitata e truffata dalle finanziarie

Domanda di Maria
19 maggio 2016 at 16:22

Ho una situazione ingarbugliata e grave per essermi rivolta a finanziarie disoneste, tra le quali una di Caserta ora fallita. Nel 2007 feci con loro due cessioni per una divisione ereditaria con rate di euro 216 e 182 euro. Poi nel 25/7/2008 feci un mutuo di euro 58 mila che estingueva le due cessioni.

Ad ottobre 2008 ho affiancato alla rata del mutuo una prima delega di euro 217 di totale euro 26 mila euro. Avendo lo stipendio già tutto impegnato per cui facevo ricorso a piccoli prestiti, feci un secondo mutuo trentennale con rata di 458 di euro per 85 mila euro che estingueva il mutuo di euro 58 mila e i 20 mila euro della prima delega.

Nel 2011 mi rivolsi ad un'altra finanziaria per una cessione che poi ho estinto ed acceso una nuova delega di euro 230. Ho acceso una seconda cessione di euro 185 nel 2015.

Insomma, per farla breve, adesso ho un mutuo con rata di euro 458 per 30 anni, una rata della delega per un resto di euro 18.000, un'altro prestito delega con rata di euro 230 per 10 anni e la cessione mensile di euro 185 per 10 anni per totale 16 mila euro.

Tutto il debito assomma attualmente a euro 109 mila. Ho una casa di proprietà, antica che non riesco a vendere perché è necessario ristrutturarla e il cui valore è di 100 mila euro scarsi. Sto cercando di venderla vista la situazione che sono sola.

Quali altri vie di uscita? Visto che ho lo stipendio impegnato fino a 958 euro e vivo con 350 euro al mese.

Risposta di Giorgio Martini
19 maggio 2016 at 16:37

Inutile parlare di truffa se non si hanno prove documentali o testimoniali: e, comunque, se anche avesse un sacco di soldi da anticipare agli avvocati e in spese di giustizia, ammesso pure che un tribunale fra dieci anni le desse regione, potrebbe solo chiedere il risarcimento danni ad una società fallita con la certezza, garantita al limone, di un rimborso pari ad euro zero. Lasciamo stare!

Cessione e deleghe dovrà corrisponderle comunque, dal momento che il datore di lavoro le preleva in busta paga.

Se non versa le rate del mutuo trentennale di 458 euro, può sperare in un pignoramento mensile del 20% pari a 260 euro. Insomma andrebbe a risparmiare sui 200 euro al mese. Di più non si può fare. A fronte dei 200 euro in più, che si ritroverebbe in busta paga, il residuo dovuto certamente crescerà per spese legate all'azione esecutiva di pignoramento presso terzi (e dunque aumenteranno gli anni per cui sarà costretta con il suo stipendio, o con la la pensione, a servire il debito) .

Il creditore, tuttavia, potrebbe anche chiedere l'espropriazione della casa e poi pignorarle il 20% dello stipendio per l'eventuale residuo. Questo è il rischio che corre.