Situazione sovraindebitamento Equitalia - Banche e Privati - Residenza

Domanda di evolis
2 febbraio 2012 at 11:08

Circa sette anni fa, ho dovuto chiudere (senza fallimento) la mia ditta individuale per l'enorme mole di debiti che, tra tasse e medio-grandi clienti non pagatori (scomparsi ormai definitivamente e irrimediabilmente) avevo accumulato.

A tutt'oggi, la mia situazione con Equitalia viaggia su un debito di 105.000 Euro; poi, circa 70.000 euro di debito con una banca, 4000 con un ‘altra, 40.000 con Sviluppo Italia e con qualche grossa azienda che non sono riuscito a pagare, arriviamo alla fantasmagorica cifra di circa 240.000 €.

Attualmente lavoro a tempo determinato presso un'industria, e non ho ricevuto ancora nessun pignoramento. Mi sono sposato nello scorso autunno, e attualmente convivo con mia moglie nella casa a lei intestata (così come tutti i -pochi- beni acquistati), facendo dichiarazione di separazione dei beni prima del matrimonio.

Poiché risulto residente presso un appartamento in un altro comune, che ho occupato saltuariamente con un contratto transitorio nel 2005, e dato che vorrei porre la parola ‘finè a questa situazione, volevo chiederVi:

1) qualche ufficiale giudiziario-recuperatore crediti potrebbe venire a ‘trovarmì anche a casa di mia moglie, che tra l'altro non è la mia residenza (ma c'è il mio nome sul citofono e sulla targhetta di casa)?
Questo sarebbe deleterio per il mio rapporto coniugale!

2)il fatto che sia sposato con una persona che risieda nell'attuale casa coniugale ed io invece risulti residente altrove (ed ormai irrintracciabile) può costituire un illecito civile-penale di qualche tipo? Quale?

3)Devo fare in modo da ‘riprenderè quella abitazione dove risulti residente in modo che sia rintracciabile? Ora non potrei comunque permettermi un altro fitto!

4)E' possibile che qualche credito nei miei confronti sia prescritto dopo tanto tempo, soprattutto quei privati che non hanno inviato un'interruttiva della prescrizione? E con Equitalia quali sono i termini della prescrizione, cioè per non pagare più (se esistono)?

5)Dato che la mia volontà è quella di togliermi da questa situazione di sovraindebitamento, ma percepisco soltanto 1100 euro/mese, si potrebbe ipotizzare un rientro e quindi vivere tranquillo? I ‘signorì di equitalia pretendono una rata di circa 1.700 euro /mese che ovviamente non posso versare (c'è un mutuo intestato a mia moglie da pagare).

Insomma vorrei pagare e stare tranquillo, ma dovrebbero mettermi in condizioni di farlo. Mi potete dare qualche risposta?

Risposta di Michelozzo Marra
2 febbraio 2012 at 13:21

Articolo 513 - Codice di procedura civile - Ricerca delle cose da pignorare - comma primo: l'ufficiale giudiziario, munito del titolo esecutivo e del precetto, può ricercare le cose da pignorare nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti. Può anche ricercarle sulla persona del debitore, osservando le opportune cautele per rispettarne il decoro.

Come potrà leggere non si parla esplicitamente di residenza del debitore. Io, al suo posto, eviterei di segnalare nome e cognome su citofono e targhetta della porta di ingresso.

Tanto più, e mi ricollego alla sua seconda domanda, che è consueta e prevista, e pienamente legale, la situazione in cui due coniugi non convivano. Per farle un esempio, a fini ISEE due coniugi non conviventi (con residenza diversa) fanno sempre parte di un unico nucleo familiare.

Per evitare pignoramenti presso la "casa di sua moglie" deve continuare ad avere residenza in altra abitazione. Anche con contratto di locazione limitato ad una sola stanza ed esteso a comodato d'uso dei mobili presenti. Poi non è detto che debba andare a dormire lì, e nessuno potrà chiederle perchè non convive con sua moglie anche se le due residenze sono ubicate nella medesima città. L'ufficiale giudiziario non entra in siffatte questioni. Ma il creditore potrebbe invitarlo a ricercare i beni da pignorare laddove sul citofono e sulla porta d'ingresso siano mostrati, in bella vista, nome e cognome del debitore.

Per la quarta domanda dovrà aiutarsi da solo. Nel blog c'è un'apposita sezione dedicata alla prescrizione ed alla decadenza dei debiti, esattoriali e non. A quella la rimando: la trova qui.

Tanto più che solo lei conosce lo stato delle sue insolvenze. La raccomandazione è di considerare sempre una possibile interruzione dei termini ottenuta attraverso comunicazioni che potrebbero esserle state notificate per compiuta giacenza in caso di sua temporanea irreperibilità. In poche parole non basta dire "io non ho mai ricevuto niente ...", ma essere sicuri che "non mi è mai stato spedito niente ...".

Provi a far sapere ad Equitalia che dispone di uno stipendio fisso. Equitalia potrà pignorarle il quinto dello stipendio al massimo e lei ottenere, in cambio, un po' di quella tranquillità che cerca. Potrebbe valerne la pena.

Anche se tutti gli altri (privati, finanziarie e banche) si attivassero, potrebbero racimolare al massimo un altro quinto (uno per tutti). Insomma, con due quinti dello stipendio potrebbe affermare, senza tema di smentite, che sta provvedendo a pagare tutti.

Come quota del suo stipendio netto resterebbe pignorabile solo 1/10. Riservato per pagare gli alimenti a sua moglie, nel caso pretendesse la separazione dopo aver visto il marito cancellare il proprio nome dalla targhetta del citofono e rimuovere quella posizionata a fianco della porta d'ingresso di casa. Lei (sua moglie) penserà, probabilmente, che lei (il marito) non voglia far sapere alla propria amante di essere coniugato. Ma lo sappiamo: la vita dei debitori è irta di difficoltà, di pericoli e di amarezze. Altro che!