situazione disastrosa

Domanda di roberto62
3 maggio 2012 at 15:43

Ho 50 anni, ho divorziato nel 2007, dopodiché ho avuto una compagna fino al 2010 quando purtroppo è venuta a mancare. Ho un figlio di quasi 21 anni avuto dalla mia ex-moglie che ha cercato in tutti i modi di portarmi via tutto e direi che ci è quasi riuscita.

Ho sempre corrisposto l'assegno mensile stabilito dal giudice fino al 2008 quando la mia compagna si era ammalata e mi sono indebitato per aiutarla e farla curare fuori purtroppo senza esiti.

A fine 2010 mi è arrivato un atto di precetto per il pagamento di circa 9000 euro alla mia ex-moglie, per i quali ho chiesto di poter pagare mese per mese e finirò questo mese non senza sacrifici. Penso abbiano accettato di farmi pagare pian piano perché non ho nulla da prendermi. Nonostante abbia ottenuto una riduzione dell'assegno di mantenimento nel 2009 a "soli" 200 euro mensili, purtroppo fino a oggi ogni mese ho versato le somme per ripagare questi 9000 euro per cui i 200 mensili si sono di nuovo accumulati e sicuramente il mese prossimo mi manderanno un atto di precetto per altri soldi.

Faccio l'operaio prendo 1000 euro al mese, avevo una casa che per non farmi portare via dalla mia ex ho venduto con regolare atto notarile alla mia compagna per cui ora i proprietari sono i suoi figli che considero miei in tutto e per tutto e che si può dire mi mantengono vista la mia situazione.

Mi chiedevo se il fatto che io abbia venduto la casa alla mia compagna quando ancora non ero divorziato ma solo separato potrebbe essere impugnato dalla mia ex, considerando che per chiamarsi fuori dal terreno a suo tempo quando abbiamo fatto la divisione lei ha percepito un assegno e firmato dal notaio. Mi chiedo se il fatto che io abbia disposto di un mio bene in regime di separazione con un figlio minore potrebbe invalidare la cosa, sebbene loro avessero ricevuto la loro parte e notificato il tutto dal notaio.

Più volte l'avvocato della mia ex-moglie mi ha detto che se la casa fosse ancora di mia proprietà non avrebbero esitato a portarmela via, lo stesso dicasi per la macchina che però è già sottoposta a fermo.

Attualmente ho debiti di ogni sorta, non ho nulla intestato, avevo una macchina di scarso valore che mi è stata pignorata da Equitalia con la quale ho un debito di circa 7000 euro, ho debiti con almeno tre finanziarie, ma non ho più nulla da portarmi via per cui molte si sono rassegnate e hanno smesso di cercarmi.

Lo stipendio non mi è stato pignorato ma penso sia perché lavoro per brevi periodi dopodiché mi licenziano con questi tempi e cerco di fare quello che trovo.

La mia ex-moglie vive col nuovo compagno che è benestante, hanno un reddito che il mio fa ridere al confronto. Mio figlio non ha voglia di studiare per cui è in una scuola di recupero anni e mi è stato detto che anche se ci ha messo otto anni per il diploma devo continuare a pagare e pagherò finchè non avrà un lavoro.

Mi considera un morto di fame e già tre anni fa ha detto di limitarmi a mandargli i soldi ma che non vuole avere nulla a che fare con me e che si vergogna della mia situazione economica.

Risposta di Chiara Nicolai
3 maggio 2012 at 17:33

Essendo stata la vendita della casa effettuata ad un terzo, che vi ha anche stabilito residenza per sé e per i propri figli, l'atto è inattaccabile.

Qualsiasi cosa possa inventarsi il legale della sua ex, potrà al massimo condurre ad una richiesta di risarcimento danni nei suoi confronti.

Per il resto, l'unica strada percorribile mi sembra sia quella di un'ulteriore riduzione (azzeramento) del rateo dell'assegno di mantenimento. La situazione economico patrimoniale della sua ex moglie e di vostro figlio è troppo sbilanciata a loro favore. Il soggetto debole da tutelare, nel contesto preso in esame, è lei; e nessun giudice potrebbe fingere di non rendersene conto.