richiesta risarcimento danno da lesioni - Debitore deceduto ed eredità giacente

Domanda di orabastadavvero
3 maggio 2012 at 13:44

2008: subisco un danno da lesioni a causa di un morso di un cane lasciato incustodito.Sporgo denuncia penale nei confronti di Tizio (padre) e Caio (figlio), proprietari e custodi dei cani.

aprile 2010: Tizio muore

ottobre 2010: prima udienza del processo penale, mi costituisco parte civile.La posizione di Tizio deceduto,viene stralciata e il processo prosegue contro il figlio Caio.

dicembre 2011: sentenza di condanna a mio favore e contro Caio.Questi viene condannato al pagamento di una provvisionale di € 1800,00 + 1000 di spese legali.

Scopro che Caio è nullatenente e non posso aggredire alcun bene.il De cuius Tizio era invece proprietario di beni immobili,precisamente terreni.L'eredità è giacente: non è stata nè accettata nè rifiutata dal figlio Caio.

Dato che la posizione di Tizio è stata stralciata a suo tempo nel procedimento penale (giustamente), non ho adesso alcun titolo nei confronti del deceduto Tizio.

Posso fare citazione (sono ancora in termini) contro il deceduto Tizio, notificandola al figlio erede Caio ed ottenere un titolo contro l'eredità giacente in modo tale da aggredirla? Posso in altre parole agire contro l'eredità giacente? Così: se l'eredità viene accettata da Caio ho titolo contro di lui, se non viene accettata ho titolo contro l'eredità giacente... è fattibile la citazione contro Tizio (deceduto) in persona degli eredi?

Risposta di Chiara Nicolai
3 maggio 2012 at 16:49

Deve approfondire la questione con l'avvocato di parte civile che l'ha seguita.

Oppure, deve trovarsene un altro per avviare le azioni legali finalizzate ad evitare la fase attendista e dilatoria in cui sembra volersi muovere Caio.

Due sono gli strumenti giuridici a cui lei può ricorrere:

  1. actio interrogatoria
  2. impugnazione della rinuncia

Con l'"actio interrogatoria" (art.481 del codice civile) Chiunque vi ha interesse può chiedere che l'autorità giudiziaria fissi un termine entro il quale il chiamato dichiari se accetta o rinunzia all'eredità. Trascorso questo termine senza che abbia fatto la dichiarazione, il chiamato perde il diritto di accettare.

Con l'impugnazione della rinuncia (art.524 del codice civile) Se taluno rinunzia, benché senza frode, a una eredità con danno dei suoi creditori, questi possono farsi autorizzare ad accettare l'eredità in nome e luogo del rinunziante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza dei loro crediti. Il diritto dei creditori si prescrive in cinque anni dalla rinunzia.