Rateizzazione rifiutata

Domanda di ddyy
2 gennaio 2015 at 09:58

Vi scrivo in relazione alla situazione debitoria della nostra società che, purtroppo, è diventata quasi paradossale.

Siamo evidentemente in difficoltà per mancanza di liquidità, i Clienti pagano sempre più in ritardo rispetto alle scadenze e i crediti che vantiamo dai ns. Clienti sono costanti nel tempo: emettiamo nuove Fatture, incassiamo quelle emesse, il credito rimane sempre intorno ai 50.000 EUR che, se avessimo “in tasca oggi”, avrebbero evitato il determinarsi della situazione attuale.

Le cartelle causate da questa mancanza di liquidità che ha fatto sì che alcuni F24 non potessero essere pagati.

Abbiamo 2 rateazioni in corso, l'ultima è stata concessa nel gennaio 2014 e, per quanto avevo capito, comprendeva tutto il ns. debito nei confronti di Equitalia.

Invece c'era una terza rateazione già in corso (che abbiamo interrotto perché convinti fosse tutto compreso nelle due attuali… ) che è stata revocata poiché non abbiamo pagato le rate rimanenti. Ora abbiamo altre cartelle per le quali vorremmo chiedere la rateizzazione, ma non ce la possono concedere a causa della revoca...

Abbiamo anche ricevuto visita degli esattori Equitalia che hanno provveduto a pignorare macchine per ufficio e scrivanie per un valore (stimato) di circa 2.000 EUR

L'unica soluzione percorribile sarebbe quella di chiudere (saldare) le cartelle oggetto di revoca per poter richiedere la nuova rateazione.

Mi rendo conto che abbiamo fatto un po' di "casino" ma purtroppo non siamo in grado di “chiudere” la situazione precedente, non disponiamo della liquidità necessaria:

La rateizzazione revocata ha un saldo di 15.000 EUR (circa)
Le nuove cartelle hanno importi di circa 18.000 EUR

La nostra volontà è sempre stata quella di saldare i ns. debiti, la rateizzazione ci permette infatti di “metterci a posto” nei confronti degli Enti nostri creditori; la situazione che si è determinata ci appare, però, senza via d'uscita: o paghiamo 15.000 EUR (in contanti e subito) oppure venderanno all'asta le attrezzature pignorate e procederanno nei modi previsti dalla Legge per recuperare il resto del credito vantato.

A noi, onestamente, tutto ciò appare “poco ragionevole”, e sono a chiederVi una possibile soluzione, un cavillo, un appiglio che ci permetta di pagare i ns. debiti senza dover chiudere un'azienda che, in fin dei conti, lavora e “mantiene” due famiglie con figli. Forse la Vs. esperienza in casi come questi può essere utile.

Abbiamo fatto ricerche su Internet e abbiamo trovato questa risoluzione dell'Agenzia delle Entrate alla quale forse si può fare appello per tentare di risolvere la situazione visto che la rateazione revocata era in corso al 22 giugno 2013:

“L'agenzia delle Entrate ieri ha precisato che tale nuova condizione delle otto rate non consecutive non ha effetto retroattivo e, pertanto, non si applica anche ai piani di rateazione già in corso al 22 giugno 2013, data di entrata in vigore della nuova disciplina.”

La rateizzazione revocata era in essere al 22 giugno 2013,

Vi ringrazio anticipatamente per il supporto che potrete darci.

Risposta di Annapaola Ferri
3 gennaio 2015 at 12:09

Ci spiace tantissimo non poterla aiutare: non c'è alcun modo di rateizzare un piano ormai decaduto e peraltro, anche se Equitalia decidesse, per assurdo, di concedere la rateazione per le nuove cartelle, non si otterrebbe, comunque, la sospensione delle azioni esecutive ormai in corso.

Il documento linkato poi, non aiuta, in quanto si riferisce ad una interpretazione, della normativa sulla decadenza della rateazione, interna all'Agenzia delle Entrate, valida per i debiti non ancora iscritti a ruolo e, quindi, non ancora trasmessi ad Equitalia per la riscossione coattiva.

L'estensione retroattiva della norma, ovvero la possibilità di considerare anche i piani di rateazione esattoriali in essere al 22 giugno 2013, decaduti solo in caso di mancato pagamento di otto rate anche non consecutive, dovrebbe essere sancita dalla giurisprudenza.

Al momento non siamo a conoscenza di pronunce in tal senso favorevoli, anche per la difficoltà tecnica di presentare un ricorso dimostrando, nel contempo, che Equitalia ha rifiutato il pagamento delle rate successive che avrebbero mantenuto il numero di quelle omesse inferiore ad otto.