problema crediti

Domanda di utente
28 agosto 2011 at 10:10

Siamo due amici che condividono lo stesso problema. Il primo ha stipulato due finanziarie in un momento propizio della vita alle quali in questo momento non riesce a fare fronte, ha già il quinto dello stipendio impegnato, l'unica proprietà mobile è l'autovettura e vive in regime di comunione dei beni.

La procedura che attuano per il recupero credito qual è?

Il secondo ha stipulato una finanziaria e nel momento presente è rimasta senza lavoro, ha venduto l'unico bene di proprietà, l'autovettura, e l'unico reddito percepito è la pensione minima di 459 euro mensili, è vedova.

Anche in questo caso chiedo qual'è la procedura che viene attuata per il recupero e se c'è l'opportunità, vista la condizione, di annullare completamente la pratica.

Risposta di Simone di Saintjust
28 agosto 2011 at 10:13

Prima inizieranno i solleciti stragiudiziali. Dopo la dbt (decadenza del beneficio del termine) potrebbero iniziare ad arrivare gli atti giudiziari, in primis il decreto ingiuntivo, poi l'atto di precetto. In seguito inizieranno le procedure esecutive, stante la presenza di uno stipendio verosimilmente a tempo indeterminato (c'è una cessione) la cosa più probabile è il pignoramento di un ulteriore quinto.

Il secondo ha stipulato una finanziaria e nel momento presente è rimasta senza lavoro, ha venduto l'unico bene di proprietà, l'autovettura, e l'unico reddito percepito è la pensione minima di 459 euro mensili, è vedova. Anche in questo caso chiedo qual'è la procedura che viene attuata per il recupero e se c'è l'opportunità, vista la condizione, di annullare completamente la pratica.

In questo caso la pensione non è pignorabile per l'importo troppo esiguo. La cosa più probabile è che, dopo una lunga trafila di solleciti, la pratica sia ceduta a terze società cessionarie, le quali ricominceranno un'altra lunga trafila di solleciti... fino a che non arriverà da qualche parte una proposta di saldo e stralcio.

Risposta di utente
28 agosto 2011 at 10:14

Ho da porvi altre domande:

  1. Parlate di solleciti stragiudiziali, in quanto tempo questi solleciti avvengono?
  2. Facendo oggi la separazione dei beni, può essere impugnata vista la retroattività del prestito?
  3. I figli, possessori di conti bancari, possono essere toccati?
  4. Se volessi accellerare i tempi comunicando la mia incapacità, non per volontà, di tener fede all'impegno sottoscritto è possibile farlo? Se si mi può citare l'articolo di legge alla quale posso fare riferimento?
Risposta di Simone di Saintjust
28 agosto 2011 at 10:19

1) Parlate di solleciti stragiudiziali, in quanto tempo questi solleciti avvengono?

Non c'è una regola precisa, possono partire dalla prima rata insoluta, fino al saldo o al passaggio in contenzioso. L'intensità di solito è crescente, solleciti più "soft" per i primi ritardi e più "hard" in seguito (ma esistono eccezioni).

2) Facendo oggi la separazione dei beni, può essere impugnata vista la retroattività del prestito?

In teoria si, in pratica dipende, soprattutto dal valore dell'esposizione. In ogni qual modo il termine per l'azione revocatoria è di 5 anni dall'atto.

3) I figli, possessori di conti bancari, possono essere toccati?

No, se non hanno prestato garanzia per il debitore/i.

4) Se volessi accellerare i tempi comunicando la mia incapacità, non per volontà, di tener fede all'impegno sottoscritto è possibile farlo? Se si mi può citare l'articolo di legge alla quale posso fare riferimento?

Non c'è un articolo di legge da citare. Può essere una buona cosa rendere noti al creditore i motivi dell'insolvenza, meglio se documentandoli: si darà dimostrazione di buona fede e si predisporrà la controparte alla ricerca di una soluzione transattiva.

In taluni casi, se la situazione è tale da permetterlo, tale comportamento accelererà i tempi della cessione del credito e potrebbe far scemare l'intensità e la frequenza dei solleciti stragiudiziali.