Problema con casa in affitto

Domanda di ccatucci
22 settembre 2014 at 13:30

Abbiamo preso in affitto una casa di campagna dotata di fossa biologica (non ci sono fognature in zona): la casa insiste su un appezzamento di terreno di circa 1000 mq.

Lo scarico del pozzo nero, non essendoci terreno a sufficienza, riaffiora e per di più in caso di sovrabbondanza tracima sul terreno del vicino. Questi ha dichiarato di voler fare un esposto al comune per segnalare il problema. Dato che è probabile che un sopralluogo potrebbe portare ad una inagibilità dell'immobile, in tal caso cosa potremmo fare? Ci possiamo rivalere, oltre che con l'annullamento del contratto, sui proprietari, che tra le altre cose non ci avevano segnalato questo ed altri problemi dell'immobile?

Il contratto è un 4+4 e risiediamo qui dal 15 Giugno di quest'anno.

Possiamo nel caso venisse tolta l'abitabilità, chiedere un risarcimento danni oppure che ci procurino un'immobile di uguali attributi (superficie e numero stanze, giardino con superficie minima, dato che abbiamo degli animali e la casa la abbiamo affittata proprio per questo motivo)?

Aggiungiamo che il giardino era interamente circondato da abeti che fornivano ombra e riparo dal vento, e che, anche qui si tratta come per il pozzo nero di questione annosa) i vicini hanno imposto la potatura degli stessi, potatura eseguita da una persona non del settore che ha imbruttito oltre a praticamente privarci di ombra e riparo, e che a nostro giudizio tale operazione andava fatta prima di affittare la casa (in queste condizioni ce ne saremmo ben guardati dal prenderla).

Risposta di Genny Manfredi
22 settembre 2014 at 15:05

Il certificato di abitabilità assolve ad una duplice funzione: da un lato, attesta l'idoneità dell'immobile ad essere adibito ad uso abitativo, una volta che abbia avuto esito positivo la valutazione della sua conformità agli standard minimi di stabilità , sicurezza ed igiene degli edifici; dall'altra, garantisce l'idoneità dell'immobile ad assolvere una determinata funzione economico sociale e, quindi, soddisfare in concreto i bisogni che hanno indotto il conduttore a concludere il contratto di locazione.

L'assenza di certificazione di abitabilità dell'immobile locato o la sua revoca in conseguenza ad eventi sopravvenuti alla stipula del contratto di locazione, costituisce senz'altro valido motivo per la sua risoluzione (recesso anticipato) e per procedere, eventualmente, ad un'azione di risarcimento danni nei confronti del locatore.

Per il momento, le suggerirei di notificare (con raccomandata A/R) al proprietario dell'immobile gli eventi che si sono verificati e l'intenzione del vicino in merito all'esposto sulla carenza di condizioni igienico sanitarie che è venuta a determinarsi in conseguenza alla scarsa funzionalità del pozzo assorbente a dispersione. Nonché della vostra eventuale volontà di esercitare il diritto di recesso, con ristoro dei danni, se la situazione non verrà ripristinata a quella preesistente la stipula del contratto di locazione.

Non siamo a conoscenza di articoli del codice civile che possano imporre al locatore l'obbligo di surrogare la cosa locata con altra equivalente, una volta che il conduttore abbia esercitato il diritto di recesso. E, comunque, vale anche la pena, forse, ricordare che, per le condizioni in cui versa la giustizia civile nel nostro paese, le cause per il risarcimento dei danni possono durare anche decenni.