Pignoramento stipendio gravato da disposizione di ritenuta su busta paga e da cessione

Domanda di Gaetano
29 settembre 2016 at 19:03

Mi collego alla risposta avuta in precedenza. Mi spiego meglio.la cessione di 1/5 dello stipendio è avvenuta prima del pignoramento per alimenti. In realtà il giudice tramite accordo transattivo ha disposto ritenuta su busta paga, non ho ricevuto un decreto ingiuntivo. Quindi in questo caso non essendo un pignoramento altri creditori possono aggredirmi e mettersi in coda?

Risposta di Ludmilla Karadzic
29 settembre 2016 at 19:18

Innanzitutto grazie per il feedback che aiuta a chiarire una discussione che altrimenti, senza il suo nuovo intervento, avrebbe generato solo confusione nell'eventuale lettore.

Dunque, sul suo stipendio non insiste alcun pignoramento dello stipendio per crediti alimentari: ne discende che c'è ancora un 30% pignorabile (tenuto conto del 20% già impegnato dalla cessione del quinto).

Solo di questo 30% residuo potranno beneficiare creditori procedenti per debiti di natura ordinaria (banche, finanziarie e privati), di natura esattoriale (Equitalia o agenti locali della riscossione), di natura alimentare (il coniuge separato o parenti che versano in stato di indigenza).

Naturalmente, il primo creditore procedente per ciascuna tipologia di credito (e fino ad una quota complessiva del 30% per tutti i creditori procedenti) potrà ottenere il prelievo: gli altri, come lei peraltro anticipa, dovranno mettersi in coda.

In soldoni, se una banca ottenesse dal giudice il pignoramento presso il datore di lavoro di un quinto dello stipendio percepito dal debitore, in seguito ad un affidamento in conto corrente non rientrato, la finanziaria che ha concesso un prestito non rimborsato allo stesso debitore e che intendesse anch'essa procedere in via giudiziale per il recupero del dovuto, dovrà attendere che il pignoramento mensile serva il credito vantato dalla banca, fino ad integrale soddisfacimento della pretesa azionata.