Pignoramento quote societarie (srls) da Equitalia

Domanda di Giuseppe
26 luglio 2014 at 03:47

Espongo il mio quesito: sono già consapevole che le quote di un socio di una srl possono essere pignorate. Io ho una cartella di Equitalia con 28000 euro di INPS non pagata a causa di una mia precedente ditta individuale andata male e qualche multa.

Sto per fondare una startup innovativa nella forma di una srl semplificata assieme ad altri 2 ragazzi. L'azienda opererà nel settore Information Technology e avrà come cliente la PA (i comuni d'Italia in particolare) e offrirà servizi in ambito smart cities. Io sarei l'amministratore e avrei l'80% circa delle quote. Sono la figura che si occuperà di tutta le attività tecniche e organizzative, sono anche l'ideatore della tecnologia su cui si fonda l'intera attività. Estromettere me significherebbe condannare irrimediabilmente la neonata azienda ad una immediato fallimento per l'impossibilità di operare sul mercato.

Possono comunque farlo? Non c'è nulla che possa tutelare me e, in questo caso, anche i miei clienti?

Possono espropriare le mie quote nonostante ciò comporti il sicuro ed immediato blocco operativo e quindi il sicuro ed immediato fallimento della società? Possono pignorarle senza avvisare o devono comunque prima avvisarmi che stanno per procedere al pignoramento?

Risposta di Lilla De Angelis
26 luglio 2014 at 12:47

Il pignoramento di quote di una società a responsabilità limitata non implica, necessariamente, il blocco operativo delle attività.

In teoria, se la società produce utili o se le aspettative di profitto della startup sono reali, le quote potrebbero risultare appetibili al mercato anche attraverso una vendita all'asta e, quindi, trovare facilmente un acquirente in sede di espropriazione coattiva. Si tratterebbe, in pratica, di un passaggio di proprietà della società, con abbattimento del debito esattoriale per l'ex socio (di maggioranza).

I soci, non espropriati, continuerebbero a percepire gli eventuali utili, a sperare in quelli futuri nonché in un apprezzamento del capitale investito.

La nuova proprietà avrebbe tutto l'interesse, valutata l'effettiva impossibilità di sostituirla o avendo deciso di avvalersi comunque del suo determinante contributo, a definire con lei un rapporto professionale, retribuito secondo le capacità manageriali e/o il knowhow tecnico, con eventuali incentivi di partecipazione agli utili.

In effetti, una società di capitali è ben diversa da una ditta individuale dove le figure di proprietà, amministrazione e apporto professionale o semplicemente operativo, coincidono. La differenza permane anche quando l'assetto della compagine è tale per cui un solo socio detiene la quasi totalità delle quote.

Nel momento in cui Equitalia dovesse decidere di avviare nei suoi confronti un'azione esecutiva attraverso il pignoramento delle quote societarie da lei detenute, se la cartella esattoriale già emessa risulterà essere stata notificata da più di un anno, sarà necessaria la notifica di un ulteriore avviso di intimazione al pagamento del debito. Decorsi i cinque giorni concessi per il versamento di quanto dovuto, Equitalia potrà attivare le procedure di riscossione coattiva non ancora intraprese senza inoltrare altre comunicazioni al debitore.

Purtroppo, l'unico obiettivo che persegue Equitalia è quello della riscossione, totale o parziale, del credito affidatole. Sono assolutamente irrilevanti i guasti che potrebbe generare per il raggiungimento dell'obiettivo: questo aspetto fa parte della cronaca quotidiana, che non devo certo raccontarle io.