Per stipulare un accordo a saldo stralcio

Domanda di GABS
4 marzo 2015 at 14:28

C'è un debito iniziale del 2008 con Fiditalia di 12 mila euro che ha raggiunto i 18 mila con more e tasse (almeno da quello che dicono).

Non ho mai ricevuto alcuna comunicazione cartacea. Nel 2013 abbiamo iniziato a pagare con cambiali verso Justitia Futura (debito ceduto a questa società) per 12 mesi ad un importo di 100 euro.

A fine dei 12 mesi hanno detto che ci contatterebbero per ulteriori accordi (mai per scritto) cosa non successa.

Ora il credito risulta venduto a IFIS che chiede 9000 per accordo saldo stralcio oppure bollettini ogni mese per riscuotere il credito rimanente di € 18.000!

Premetto che ho chiesto tramite raccomandata A/R l'estratto conto, i contratti di cessione del credito alle varie società(cioè tutto il percorso del credito) e non ho ricevuto alcun riscontro.

Vorrei provare a stipulare un accordo saldo stralcio di max. 6 mila euro compreso tutto e non di più visto la situazione economica, pagabili possibilmente subito o rateizzato. Come devo fare?

Devo appoggiarmi ad un avvocato o società tipo soluzioni debiti?

Risposta di Lilla De Angelis
4 marzo 2015 at 15:22

Comincerei con l'elencare, innanzitutto, le cose da non fare:

  1. non rivolgersi ad avvocati, perchè l'accordo a saldo stralcio è un contratto bilaterale, dove entrambe le parti devono essere d'accordo e non si tratta dunque di qualcosa che può essere imposto unilateralmente. Inutile, dunque, buttare via i soldi;
  2. non illudersi che una agenzia di quelle che pubblicizzano mirabolanti e drastiche riduzioni del debito, grazie alla loro intermediazione, riescano a fare meglio di quanto possiate fare voi con un po' di buon senso e con un pizzico di know how che può essere acquisito gratis, ad esempio, consultando le sezioni pertinenti qui elencate. Peraltro basta googlare nel web per rendersi conto che il più delle volte si tratta di truffe. Se va bene si pagano costi esorbitanti per ottenere risultati miserrimi.

Per portare a casa un accordo a saldo stralcio con la società che avanza la pretesa per aver acquistato il credito, è necessario innanzitutto chiedere, con raccomandata A/R, la documentazione necessaria (estratto conto cronologico e lettera di cessione del credito), cosa, peraltro, che lei ha diligentemente già fatto (si ricordi di custodire con cura la cartolina di ritorno, perchè potrebbe sempre servire in futuro).

Lo scopo non è quello di ottenere le carte: paradossalmente se ci vengono spedite, non è un buon segno. La richiesta serve, infatti, a far capire al creditore che il debitore non ha l'anello al naso, che è perfettamente consapevole dei propri diritti e che se l'intenzione è quella di gonfiare il credito con interessi degni del più spietato usuraio, il titolare potrebbe anche subire un procedimento penale.

Chiarito al creditore che "non si sta mica a pettinare le bambole" entrano in gioco fattori psicologici. E' come giocare una partita a poker: mai far intuire le proprie intenzioni alla controparte. Soprattutto non dare mai ad intendere che si vuole (o si ha bisogno) di chiudere la propria posizione debitoria. Bisogna far passare il tempo, in modo che sia l'ennesima società, a cui è stato trasferito il credito, ad avanzare una proposta (pochi, maledetti e subito). Che naturalmente andrà bilanciata con una controfferta al ribasso.

Bisogna essere consapevoli che, saldato il debito con una soluzione a saldo stralcio, occorrono 36 mesi per ottenere la cancellazione dalle banche dati dei cattivi pagatori e non è detto che, dopo, si riesca ad ottenere un prestito. Mai sentito parlare delle banche dati occulte dei cattivi pagatori?

Quindi, inutile aver fretta a concludere.

Ed infine, se quello che traspare dalle righe del suo quesito è un sospetto fondato, un'altra raccomandazione da seguire è di non saldare mai il debito con cambiali o assegni postdatati (che rappresentano titoli esecutivi e possono creare ulteriori problemi al debitore). E, inoltre, mai pagare prima di avere una proposta scritta di accordo su carta intestata, firmata e timbrata dalla controparte.