Per non dare i soldi alla moglie si fa pignorare dall'amante ...

Articolo inserito da Annapaola Ferri
5 agosto 2012 at 09:22

Attendeva da anni che il marito le pagasse il risarcimento danni per due processi che aveva intentato contro di lui dopo che il loro rapporto era naufragato. Di fronte alle mancate risposte dell'uomo ha cercato di ottenere il denaro attraverso le procedure esecutive previste dalla legge, scoprendo però che il coniuge era già stato pignorato dalla sua attuale convivente.

E ora sull'uomo, Ciro Svato, carabiniere di 52 anni in forza alla compagnia di Copparo, pende una nuova denuncia. Questa volta per la violazione dell'art. 388 del codice penale, ossia la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Il provvedimento in questione deriva da due sentenze di condanna.

Il tribunale di Ferrara aveva emesso nei suoi confronti il 29 gennaio del 2009 la condanna a 8 mesi di reclusione per sottrazione della corrispondenza e falsificazione di assegno bancario ai danni della moglie. Da quella sentenza derivava per Svato l'obbligo di risarcire alla coniuge costituitosi parte civile circa 2500 euro, oltre alle spese giudiziali.

Da una seconda condanna, poi, questa volta per maltrattamenti in famiglia, rimediata il 9 marzo del 2010, a 2 anni e 2 mesi con l'obbligo di risarcire la vittima di 10mila euro, oltre a 5mila euro di spese processuali.

Secondo la donna l'uomo avrebbe firmato una cambiale in favore di una terza persona, la sua attuale convivente (anch’essa denunciata) dell'importo di 50mila euro, pur in assenza di un debito che ne giustificasse l'emissione. Questo, secondo l'accusa, per creare una obbligazione solo apparente. Questa terza persona avvia una procedura di pignoramento di un quinto dello stipendio nei confronti del carabiniere per recuperare i 50mila che – secondo questa versione – non le sarebbero nemmeno dovuti. In mezzo figura un assegno circolare di 40mila euro – derivanti da un premio assicurativo – incassato da Svato e versato alla presunta creditrice.

Il tutto sarebbe stato concertato, secondo la moglie, per impedirle di ottenere dal coniuge le somme dovute in base alle sentenze di condanna. Il pignoramento di parte delle mensilità, infatti, non è più possibile dal momento che prima della sua si è instaurata la procedura esecutiva della terza persona. Non è nemmeno possibile intaccare la somma avuta dalle assicurazioni, dal momento che è stata girata alla convivente quale parziale riparazione del presunto debito.

Il tutto sarebbe stato orchestrato ad arte per sottrarsi in modo fraudolento all'obbligo di risarcire l'ex moglie.

Sulla base di questa ricostruzione la procura ha emanato un ordine di sequestro preventivo di parte dei beni del carabiniere e della convivente per una cifra vicina ai 20mila euro.