Parcheggio non pagato durante le vacanze in Croazia: cosa fare?

Domanda di Alberto Palosi
15 marzo 2015 at 11:14

Ricevo quello che credo sia un decreto ingiuntivo dalla Croazia, tramite avvocato croato, che mi intima di pagare la somma do 2000 kuna, equivalenti a circa 263 euro, per aver lasciato la mia automobile in un posteggio a pagamento privato, durante le vacanze estive trascorse in quel paese, senza pagare il corrispettivo.

L'atto mi è pervenuto con lettera raccomandata, tradotto in italiano da un interprete ed il termine per l'opposizione è di 8 giorni dalla data di notifica.

Non so se pagare. Vorrei adempiere ma temo che si tratti di una truffa o di un tentativo di estorcere denaro con quelle che vengono comunemente definite come pratiche scorrette di recupero crediti, atteso il pochissimo tempo a mia disposizione per capire se io abbia effettivamente commesso l'addebito ed, eventualmente, proporre opposizione al decreto notificatomi.

Risposta di Piero Ciottoli
15 marzo 2015 at 11:24

Il termine di otto giorni per presentare opposizione al decreto esecutivo che le è stato notificato viola qualsiasi norma, anche comunitaria, dal momento che in tale breve lasso di tempo il destinatario dell'atto dovrebbe verificare se effettivamente non abbia pagato il ticket parcheggio, trovarsi un avvocato (necessariamente croato), sottoscrivere un mandato legale e sostenere ingenti spese.

Ed infatti, la normativa che regola le controversie transfrontaliere civili nell'Unione europea prevede che il giudice, su istanza del creditore, emetta, se ne ricorrono i presupposti, l'ingiunzione di pagamento concedendo al debitore un termine di 30 giorni per opporsi.

Per questo motivo, l'eventuale azione esecutiva (pignoramento presso terzi di stipendi, pensioni e conto corrente) potrà essere proficuamente opposta, per vizi dell'atto da cui essa origina, presso il giudice delle esecuzioni del tribunale italiano territorialmente competente in cui risiede il debitore esecutato .

Il suggerimento, pertanto, è quello di non pagare, per ora, ed attendere lo sviluppo degli eventi, rimandando qualsiasi decisione alla fase, eventuale, di opposizione all'esecuzione.