finanziamento di credito al consumo

Domanda di gutmann
1 febbraio 2012 at 14:53

Ho pagato 57 rate delle 84 previste di un finanziamento di credito al consumo contratto con l'allora Citifin.

Il finanziamento risale al 2008 e ho smesso di pagare nel dicembre 2011.

Non posso più pagarlo e non nascondo che parte di questa decisione deriva da un sentimento di rivalsa per aver stupidamente accettato, allora, un tasso del 15%.

Un paio di anni fa ho ricevuto una comunicazione nella quale mi notificavano il passaggio del credito dalla Citifin ad un altra finanziaria. Da quel momento ho pensato di dover fa qualcosa per tentare di avere almeno una rinegoziazione del tasso, ma ho poi deciso di non pagare più.

Come da prassi, non passa mese che non vengo contattato da ‘titolatì operatori di call center (sono anche venuti a casa per lasciare un avviso nella cassetta della posta), che mi ‘consiglianò di pagare almeno una rata insoluta (leggi provvigioni), prima che la situazione diventi ‘pesantè , ed hanno già pronunciato la parola ‘ingiuntivò .

Io ho sempre risposto picche, e non mi sono ancora pronunciato circa la mia idea di una proposta di saldo a stralcio. So che mi conviene aspettare una loro iniziativa in merito. Sono passati tre mesi da quando non pago più, è troppo presto?

Credo di si, ma vorrei un consiglio sulla strategia da seguire; Posso continuare a ‘subirè i solleciti fino ad una loro proposta, ma c'è la possibilità che io possa ricevere un decreto ingiuntivo già ora e senza preavviso?

E se andrà tutto per il peggio, rischio il pignoramento del mio stipendio? (non ho intestato nulla).

Risposta di Michelozzo Marra
1 febbraio 2012 at 15:47

Il ricorso per decreto ingiuntivo le deve essere notificato e lei ha 40 giorni, dalla data di notifica, per presentare una opposizione motivata.

Potrebbe cominciare ad elaborare una strategia di difesa in prospettiva, basata su fatti e documenti, e non su sensazioni.

A questo proposito, andrebbero esaminate le tabelle di Banca d'Italia sul TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio) dal 2008 ad oggi - che può trovare qui.

Si tratta, come potrà vedere, di tabelle classificate per anno. Per ciascun anno sono riportati i tassi effettivi globali medi ed il tasso soglia di usura in relazione alle varie tipologie di credito. Potrà individuare molto semplicemente il tipo di credito (prestito personale, revolving, prestito finalizzato) che le è stato erogato.

Un articolo esplicativo su come si ottiene dal TEGM il tasso soglia di usura è riportato qui. Lo segnalo solo per chi avesse questa curiosità.

Tornando a noi, se riesce ad individuare un periodo di tempo (anche un solo mese) in cui il tasso applicatole del 15% supera la soglia limite di usura, avrà risolto i suoi problemi.

Per il resto, certamente, per giungere ad una transazione a saldo stralcio veramente vantaggiosa bisogna attendere che la proposta venga formulata dal creditore. Il problema è che difficilmente il creditore farà il primo passo, potendo contare sul pignoramento del suo stipendio nella misura massima di un quinto.

Se le piace "bluffare" può sempre riferire, nelle conversazioni telefoniche con gli operartori di call center dell'attuale cessionaria, che sul suo stipendio già grava un pignoramento del quinto per i futuri tot mesi. Di solito non si danno pena di controllare e questo messaggio, opportunamente veicolato, potrebbe rappresentare un deterrente per una eventuale azione ingiuntiva (il creditore dovrebbe comunque aspettare, per il rimborso, che sia stato concluso il piano di rientro del primo creditore procedente). In più, se abboccano, potrebbero anche presentarle una proposta di saldo stralcio che sia per lei soddisfacente.