vari finanziamenti e carte revolving

Domanda di Alexss
24 febbraio 2012 at 19:13

Ho vari finanziamenti (di cui uno finalizzato all'acquisto di un'auto) e carte revolving. Fino ad un anno fa circa ho pagato regolarmente, nonostante avessi perso il mio posto di lavoro, avevo dei soldi conservati e li ho usati parte per vivere e parte per pagare le mie rate, dopo la situazione si è fatta insostenibile, allora ho dovuto vendere l'auto, l'ho venduta a mio cugino, ma l'ho dovuta intestare a mia moglie per questioni assicurative, altrimenti non l'avrebbe comprata e col ricavato ho continuato a pagare le rate mentre con lo stipendio di mia moglie abbiamo tirato avanti a fatica, cosa che ancora facciamo, perchè ancora oggi io non ho trovato alcun lavoro.

Si sono fatte vive le finanziarie, le quali con fare minaccioso (alcune) mi hanno intimato di pagare, in un primo momento parlai con una persona gentilissima, almeno così sembrava, che mi propose un accordo, a fronte di 250€ lui avrebbe rimandato tutti i miei pagamenti insoluti, in coda, ma come effettuai il pagamento, dopo nemmeno una settimana si rifecero vivi chiedendo altri soldi, chiesi di parlare con quel tale ma si è fatto sempre negare e non mi ha mai più chiamato; la mia domanda è la seguente: considerando che io non posseggo più nulla, auto, case stipendio, nulla di nulla, avendo fatto al momento del matrimonio, cioè nel 2009 quindi prima che incominciassi a non pagare le rate, la separazione dei beni con mia moglie, abitando in una casa con davvero solo una cucina ed un letto, casa peraltro di proprietà del padre di mia moglie il quale l'ha data a noi già arredata, giusto per farci abitare ed avendo mia moglie uno stipendio necessario alla sopravvivenza sua di mio figlio e mia, cosa rischiamo?, io cosa rischio e lei se rischia qualcosa a causa mia.

Inoltre io non posso fare nulla per evitare di essere telefonato in continuazione dal recupero crediti delle suddette finanziarie, che si presentano oltre che insistenti e fastidiose, ma anche con modi poco, anzi affatto gentili?, in qualche caso hanno anche offeso mia moglie solo perchè lei non sapeva che avevano telefonato sul mio cell. 2 min prima ed io avevo attaccato perchè ero ad un colloquio di lavoro (andato male ovviamente), loro hanno chiamato a casa ed hanno detto a mia moglie che era scostumata, senza spiegarle ne quale fosse il motivo della loro chiamata ne tanto meno dandole possibilità di replica.

Risposta di Giorgio Valli
25 febbraio 2012 at 05:26

In comunione dei beni non rientrano quelli acquistati da uno dei due coniugi e finalizzati all'utilizzo esclusivamente personale. Ma, se il creditore dimostra (e ciò vale anche in regime di separazione dei beni) che i prestiti sono stati erogati per soddisfare esigenze familiari, l'altro coniuge è comunque coobbligato al rimborso del debito.

D'altra parte, le società di recupero crediti non sono così attente a questi aspetti, anche perchè quasi mai, in esse, vi operano professionisti.

I nuovi "cummenda" del recupero crediti preferiscono assumere ragazzini appena diplomati (visto che la legge glielo permette) o giovani laureati (visto che il mercato glielo consente) senza alcuna esperienza pregressa, da pagare 600 euro al mese. Poi, su questi 600 euro - per eludere i contributi pensionistici dovuti, i nuovi "capitani coraggiosi" assistiti da schiere di fiscalisti e commercialisti che hanno studiato sui testi di Biagi e D'Antona - ne attribuiscono 500 a spese di trasferta e missioni. Il turnover è altissimo (contratti trimestrali) per evitare di dover convertire il "contratto a progetto" in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Ma non sono poi così cattivi come sembra, questi "parvenu" . Altri "imprenditori", e non sono pochi, non hanno alcuna remora a richiedere la partita iva per un lavoro da call center.

L'italia è piena di "sfigati" alla Stracquadanio e costoro, che di Stracquadanio sono fans, ben lo sanno.

Ma, torniamo al punto. Uno di questi ragazzini appena assunti, a 600 euro/mese per 8 ore di lavoro, che sa che dopo tre mesi di impiego a progetto dovrà cercarsi un altro lavoro perchè il boss, edotto in abuso del diritto ed elusione fiscale, lo manderà via alla scadenza, è quella persona "gentilissima" che l'aveva contattata promettendole "mare e monti" e la pratica in coda, in cambio del pagamento di una prima rata di 250 euro.

Non si è fatto negare, come lei crede. Finiti i tre mesi sarà stato mandato via. E, nelle magre provvigioni, c'erano incluse anche quelle relative alle sue 250 euro. Massimo un 2%, 5 euro. Ma, trovandone 100 come lei, si sarà portato a casa 500 euro. Non molto, quanto basta per pagare una rata del finanziamento dell'auto o un po' di "fuori plafond" per la carta revolving.

Così funziona la legge della sopravvivenza in un mondo ormai ridotto a giungla.

Il debitore, quando si accorge che la sua situazione "creditizia" (o, meglio, debitoria) non è sostenibile deve smettere di pagare. Non ha senso procedere con pagamenti "a pioggia" come ama sempre ripetere il mio grande amico, Antonio Iuri Donati.

Così dovrà fare lei, usando l'accortenza, per quanto scritto in premessa, di modificare il regime coniugale in quello di separazione. Giusto per mettere a posto le formalità. Nessuno penserà mai a pignorare lo stipendio al coniuge del debitore se vige un regime coniugale di separazione dei beni, anche se i debiti sono stati fatti per dar da mangiare ai figli. Ed anche se le date in cui i debiti sono stati definiti risultano antecedenti alla data di modifica del regime coniugale.

Infine, le molestie. Come sempre scriviamo in questo forum, il creditore, o chi per lui, ha il diritto di inviare qualsiasi comunicazione con raccomandata AR. Ma non può contattare familiari o lo stesso debitore al telefono o al cellulare, se non è autorizzato a farlo espressamente.

Come mettere la parola fine a questa pratica frequente e illegittima? Semplice, presentando un esposto all'Autorità giudiziaria (giro di parole per dire semplicemente che basta recarsi al più vicino commissariato della polizia di stato o alla più vicina stazione dei carabinieri).