Non ho più possibilità di pagare il finanziamento

Domanda di Francesco Elia
24 settembre 2014 at 17:04

Finanziamento agos-ducato che sono circa 5 anni che pago con rate da 450€ al mese ad oggi ho un residuo di 24000€ sono un lavoratore dipendendente cui hanno imposto trasferimento di sede lavorativa e mi sono trovato a triplicare le mie spese di viaggio senza alcun rimborso.

Ho tenuto duro cercando di andare in ritardo di pagamento raramente ma ormai sono quasi 6 mesi che ho smesso di pagare il finanziamento in quanto era diventato tutto ingestibile.

Ora parlando con un'avvocato mi ha già detto che ovviamente si fanno vivi quelli del recupero crediti per sollecitare con insistenza ed è ciò che stanno facendo ma questo non mi crea fastidi.

Premetto che avevo fatto richiesta di abbassare la mia rata portandola a 300€ che mi avrebbe permesso almeno di respirare, ma è stata rifiutata la richiesta ed anzi mi è stato proposto di rifare un finanziamento da zero con nuove spese istruttorie e tutti i relativi costi...cosa che ritengo folle in quanto sono già in difficoltà così, figuriamoci a caricarmi nuovamente di interessi etc etc.

A questo punto vi chiedo aggrediranno il quinto dello stipendio giusto? Ma in questo mi sapete dire che tipo di ragionamento fanno ovvero considerano il residuo più gli interessi che saranno maturati e varie spese legali? Vorrei capire questo perchè ad un certo punto essendo già inserito nei cattivi pagatori preferisco che prendano un quinto, ma che sia in pace senza preoccuparmi più di questa situazione.

Non posseggo nessun bene quali casa o altro.

Risposta di Annapaola Ferri
24 settembre 2014 at 19:06

Diciamo che essendo un lavoratore dipendente ed avendo un debito consistente, la sua è pura curiosità: non avrà, infatti, alcuna possibilità di operare una scelta, essendo già inserito nei cattivi pagatori. Il creditore avvierà la procedura di pignoramento del quinto dello stipendio per ottenere il rimborso del debito.

Il creditore, prima, dovrà chiedere un decreto ingiuntivo per un importo pari alla soma del debito residuo, degli interessi di mora maturati al momento in cui presenta il ricorso, delle spese legali che saranno accordate dal giudice. Questo sarà il capitale che dovrà essere rimborsato con il pignoramento.

Il tasso di interesse applicato sarà quello legale fissato al momento del pignoramento, con capitalizzazione annua (nel 2014, all'1%).

La rata è costante e pari al 20% della retribuzione mensile netta.

A questo punto l'unica variabile è rappresentata dal numero di mesi in cui verrà rimborsato l'importo ingiunto dal creditore.

Per togliersi lo sfizio di sapere per quanti mesi bisognerà pagare (nel caso di messa in quiescenza la trattenuta continuerà ad essere effettuata dall'INPS) è sufficiente utilizzare questa risorsa di calcolo.

Nel campo 1 andrà inserito l'importo ingiunto.
Nel campo 2 l'interesse legale annuo (1% per il 2014).
Nel campo 4 il numero delle rate annue, cioè 12.
Nel campo 3 (durata del prestito in anni) un numero a piacere da variare in aumento o diminuzione fin quando l'importo di ciascuna rata (risultato) approssima il valore del quinto dello stipendio.

Un modo di procedere un po' "casareccio", ma può servire a farsi un'idea.