Mia sorella mi sfrutta economicamente

Domanda di karron72
22 giugno 2014 at 11:28

Purtroppo quella che vi sto per raccontare è una storia vera, una storia che racconta di come un fratello possa essere sfruttato sotto il profilo economico da una sorella.

Mia mamma ha 92 anni e prende l'indennità di accompagnamento (480 euro), la pensione di reversibilità di mio padre che è venuto a mancare (600 euro) e la pensione di bracciante agricolo (circa 1000 euro).

Mia sorella abita con mia mamma da sempre e quindi ha avuto modo di fargli il lavaggio del cervello (dà sempre ragione a lei). Solo mia sorella ha la delega per ritirare la pensione: addirittura potrebbe anche averla suo figlio.

Io purtroppo per questioni per questioni economiche (attività che non è andata bene), mi sono dovuto trasferire al nord per cercare di non perdere la casa (non ho ricevuto quasi nessun aiuto da loro se non il minimo per i viveri: massimo 100 euro al mese). Questa storia va avanti da quando mi sono trasferito al nord (quindi da circa 21 anni) quindi non oso immaginare quanti soldi mia sorella mi abbia rubato nell'arco di questo periodo.

Da premettere che mia sorella non mi ha mai fatto vedere i libretti della pensione di mia mamma, mi ha detto solo che prendeva gli importi suddetti. Potrei anche pensare che ogni mese mia sorella ritira i soldi per rimetterli in un suo libretto personale data la malafede da parte sua. Praticamente per lei sono un estraneo, non sono uno della famiglia che ha gli stessi suoi diritti. Non appena instauro un dialogo con lei, subito si arrabbia e pretende che lei abbia sempre ragione.

Purtroppo in questo momento sono in lotta per trovare un lavoro (l'ho perso a febbraio) per cercare almeno di mantenere la mia famiglia, mentre loro (mia sorella e suo figlio...) si divertono utilizzando i soldi della pensione di mia mamma per fare regali, e per i vari divertimenti (l'anno scorso si sono pure comprati la casa a mare).

Pensate che mia sorella vorrebbe pure avere la mia eredità (metà casa più metà terreno) dandomi una somma pari ad 1/10 del valore effettivo.

Vorrei sapere se c'è qualcosa che si può fare per difendermi, che cosa potrei ottenere, e soprattutto come potrei fare per fargliela pagare dopo 21 anni di sofferenza.

Risposta di Ludmilla Karadzic
22 giugno 2014 at 12:08

La sue rimostranze sono più che giuste: quando è possibile, i genitori vanno sfruttati economicamente dai figli in egual misura.

Indicazioni su cosa fare per evitare che sua sorella sfrutti la madre più di quanto non riesca a fare lei è assai difficile fornirle. Riusciamo talvolta a consigliare un lavoratore sul come evitare lo sfruttamento da parte del datore di lavoro in un'impresa non familiare; addirittura ci è capitato di saper indirizzare il debitore a reagire allo sfruttamento da parte del creditore (quando è un estraneo). Ma, ci creda, è assai difficile, intervenire e dipanare la matassa delle dinamiche familiari.

Del resto il grande Totò amava ripetere: i parenti sono come le scarpe, più sono stretti e più ti fanno male.

Che dire, la prenda con filosofia. Si consoli pensando che se sua madre dovesse ammalarsi, trovandosi il figlio lontano per lavoro, solo la figlia potrà prendersi, forse, cura di lei. E' che se la malattia non dovesse essere breve, i soldi che le ha "rubato" sua sorella saranno alla fine ben poca cosa rispetto al 50% di quanto sarebbe servito per pagare una badante.

Se invece sua madre avrà la fortuna di abbandonare questo mondo senza soffrire, oppure, se ammalatasi, verrà abbandonata dalla figlia in una Residenza Sanitaria Assistenziale (con la pensione che percepisce non dovrebbe andarle male) allora avrà tutte le ragioni etico morali per chiedere la riduzione dell'eredità.

Con documenti e prove testimoniali, riuscendo a dimostrare in tribunale che sua sorella ha ricevuto, da sua madre in vita, donazioni indirette pari ad un tot (da questo punto di vista molto meglio per lei se sua sorella riversasse la pensione della madre, pari pari, sul proprio libretto personale) il valore dell'eredità verrà dapprima scorporato di tot/2 che spetterà esclusivamente a lei e solo dopo il residuo verrà spartito, in parti uguali, fra sorella e fratello.