finanziamento fineco

Domanda di alebbi
30 novembre 2011 at 09:46

Avendo chiesto e ottenuto (in tempi ancora non bui) un finanziamento di 11 mila euro presso la banca fineco di cui ero correntista, mi sono ritrovato, dopo poco più di un anno, senza lavoro e naturalmente senza la possibilità di far fronte al pagamento delle relative rate di rimborso.

Di li a poco è cominciata tutta la trafila che penso avrete già chiara in mente; blocco del conto raccomandate , ingiunzioni varie ecc. ecc.

Faccio una precisazione dicendo che, alla età di 39, anni trovarsi senza LAVORO in questo periodo corrisponde in pratica all' impossibilità di ritrovare qualcosa degno di questo nome.
Cerco di sintetizzare, avendo trovato un lavoro part time che mi permetteva di cercare di far fronte al pagamento delle rate e, dopo avere parlato con la sezione recupero crediti di fineco; mi era stato proposto un piano di rientro col quale per alcuni mesi ho ripreso il pagamento della somma mancante.

Morale della favola, dal mese scorso il part time è “finito” e naturalmente ricominciano i guai; nuova lettera con ingiunzione del pagamento entro pochi giorni dell'intera somma (mi chiedo come possa una persona che non riesce a far fronte al pagamento di 250 euro, trovarne alcune migliaia in 2 settimane…)

A questo punto vorrei sapere a cosa vado incontro; ad esempio pignoramenti o quant’ altro, visto che di trovar lavoro (che incessantemente cerco da tempo su motori di ricerca, giornali, centro dell‘ impiego, agenzie e chi più ne ha più ne metta) proprio non se ne parla.

Faccio presente che sono dovuto tornare per forza di cose, dopo aver lasciato l' appartamento in cui vivevo, ad abitare in casa di mio padre (“casa popolare in affitto” e….per fortuna ho ancora un papà vivo che mi può ospitare) prendendo qui la residenza.

A parte una vecchia punto e uno scooter, entrambi fermi senza assicurazione (e l'auto col fermo amministrativo di equitalia perché, naturalmente, manca anche la possibilità di pagare i bolli) e il pc da cui vi scrivo non posseggo nient’altro; mio padre è pensionato.

Risposta di Andrea Ricciardi
30 novembre 2011 at 12:22

Non abbiamo ancora organizzato una petizione per il ripristino del reato di indebitamento solo perchè sappiamo che le carceri italiane sono poco ospitali: altrimenti la soluzione per vitto ed alloggio gratuiti era già bella e pronta.

Il pignoramento si effettua su beni di proprietà: se beni non ce ne sono, il pignoramento ci fa un baffo. E fra i beni bisogna includere il lavoro se dipendente (pignoramento dello stipendio) ed il conto corrente.

I catorci usati non li pignorano. Neanche i mobili a casa dei genitori se il debitore vi ha residenza, a meno che papà e mammà non dispongano di residenze di lusso.

In questo caso si pignora quello che si trova, anche se non è di proprietà del debitore.