L'apoteosi dei debiti

Domanda di Agostino
29 giugno 2015 at 10:30

Nel 2009 la magistratura sequestrò l'azienda per cui lavoravo e di cui ero fideiussore, passando la gestione ad amministratori giudiziari.

L'azienda era floridissima e mi permetteva di versare un congruo assegno alla mia ex moglie. Dopo due anni c'è stata l'assoluzione completa dell'ex-amministratore e il rilascio dell'azienda che, nel frattempo, gli amministratori avevano fatto fallire.

Mi sono ritrovato senza lavoro, senza reddito, senza alcuna proprietà e adesso scopro che le banche vogliono essere risarcite dai fideiussori (cioè da me): l'Agenzia delle Entrate pretende cifre stratosferiche (sempre da me), Equitalia mi chiama a rispondere per l'azienda collegata di cui ero amministratore. Anche la mia ex moglie mi richiede l'integrazione di quanto non ho più versato dal 2009.

Ripeto che io sono senza alcun reddito (vivo di "disoccupazione"), non ho alcuna proprietà e non ho conti in banca. Non ho nemmeno i soldi per l'avvocato. Cosa mi succede?

Risposta di Patrizio Oliva
29 giugno 2015 at 10:37

La sfortuna sembra aver voluto farle compagnia negli ultimi anni, ma c'è almeno un aspetto positivo nella sua situazione: può tranquillamente mandare "a quel paese" i creditori. Di qualsiasi natura essi siano: ordinari (privati, banche e finanziarie), esattoriali (Agenzia delle entrate ed Equitalia) ed alimentari (coniuge separato).

L'unica incombenza a cui dovrà provvedere è quella di dotarsi di un sufficiente numero di sacchetti della spazzatura per smaltire le carte che i creditori decideranno di notificarle, direttamente, tramite agenti della riscossione o avvocati.